A causa dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del virus Covid-19 nel territorio nazionale italiano, diverse scadenza relative ad importanti adempimenti che le aziende avrebbero dovuto affrontare in questo periodo sono state prorogate.
Il Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” ha prorogato al 30 giugno 2020:
• La presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) di cui all’articolo 6, comma 2, della legge 25 gennaio 1994, n. 70;
• La presentazione della comunicazione annuale dei dati relativi alle pile e accumulatori immessi sul mercato nazionale nell’anno precedente, di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188;
• La trasmissione dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, industriali e per veicoli ai sensi dell’articolo 17, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188;
• La presentazione al Centro di Coordinamento della comunicazione di cui all’articolo 33, comma 2, del decreto legislativo n. 14 marzo 2014, n. 49;
• Il versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali di cui all’articolo 24, comma 4, del decreto 3 giugno 2014, n. 120.
Inoltre, il Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18 prevede che “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”.
In materia societaria, il Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18, ha prorogato al:
• 30 giugno 2020 l’approvazione del rendiconto di gestione 2019;
• 31 luglio 2020 il bilancio di previsione 2020.
Il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 10 marzo 2020 “Proroga delle carte di qualificazione del conducente e dei certificati di formazione professionale ADR, per mancato svolgimento dei corsi di formazione periodica a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” ha prorogato al 30 giugno 2020, per il trasporto sul territorio nazionale, la validità delle carte di qualificazione del conducente e de i certificati di formazione professionale per il trasporto di merci pericoloseaventi scadenza dal 23 febbraio al 29 giugno 2020.
Inoltre, a livello regionale, sono state emanate varie direttive inerenti a specifici adempimenti di competenza locale (Per esempio, proroghe di varie comunicazioni ambientali obbligatorie).
S.I.E. Strumentazione Industriale S.r.l., attiva nel settore delle strumentazioni industriali elettroniche dal 1989, ha brillantemente superato la verifica di certificazione a febbraio 2020 ottenendo la certificazione UNI EN ISO 9001:2015 del proprio Sistema di Gestione per la Qualità applicato alle attività di:
▪ Manutenzione, taratura e commercializzazione di strumenti di misura e relativi ricambi ed accessori, nell’ambito del processo industriale;
▪ Progettazione ed assemblaggio di sistemi di misura per la rilevazione gas.
Il rilascio del certificato UNI EN ISO 9001:2015 avvenuto il 18 febbraio 2020 da parte di SGS Italia S.p.A., uno dei più importanti Organismi di Certificazione operanti a livello internazionale, rappresenta per S.I.E. Strumentazione Industriale S.r.l. un’importantissima fase del percorso di affinamento dei processi aziendali intrapreso dall’Azienda rispetto alle logiche più avanzate di conduzione aziendale.
Il Responsabile del Sistema di Gestione per la Qualità della S.I.E. Strumentazione Industriale S.r.l., in merito al raggiungimento di questo importante obiettivo aziendale, ha commentato con queste parole : “Oggi, 4 marzo 2020, possiamo dire di essere orgogliosi di un risultato raggiunto in tempi rapidi per una attività variegata e complessa come quella di service che ci caratterizza da molti anni, oltre che l’attività di vendita e di progettazione. Questo importante risultato è stato sicuramente sudato e meritato, ma senza il supporto e la professionalità dello Studio Bussolari riteniamo che difficilmente sarebbe stato raggiunto con tanta efficienza e velocità”.
Premessa:
In azienda le attività che portano valore nella prospettiva della soddisfazione del cliente (QCD – qualità, costo, delivery) hanno luogo dove vengono svolte le tre attività principali che si ricollegano direttamente al conseguimento dell’utile di bilancio: sviluppo, produzione e vendita. Nessuna azienda può mantenersi se non provvede a queste tre attività fondamentali.
In particolare per gestire efficacemente il processo produttivo occorre:
vedere ed eliminare gli sprechi (riduzione dei costi);
mettere in evidenza e risolvere i problemi (efficienza);
rendere noti gli standard operativi.
La prima ragione del Visual Management è dare visibilità ai problemi (nel luogo di lavoro le anomalie sono all’ordine del giorno!).
La seconda è aiutare gli operatori e i responsabili a mantenersi in contatto diretto con la realtà del luogo dove si svolge l’attività operativa.
La terza ragione del Visual Management è rendere chiari gli obiettivi di miglioramento.
Dare visibilità ai problemi:
Se le anomalie non sono rilevabili facilmente nessuno potrà gestire efficacemente il processo produttivo. Il Visual Management ci rivela a colpo d’occhio la situazione operativa evidenziandone visivamente le eventuali anomalie: il traboccare di contenitori a bordo linea, un carrello lasciato al di fuori dell’area di parcheggio segnata a pavimento ad esso destinata, ecc.
Quando gli operatori hanno la possibilità di “vedere” i problemi e gli effetti del proprio apporto alla soluzione del problema da debellare collaborano meglio e più efficacemente. Tutti i dispositivi visivi sono efficacissimi nel favorire il miglioramento.
Contatto diretto con la realtà del luogo dove si svolge l’attività:
Ciò si realizza con un “quadro” di informazioni, chiaro e facile da interpretare, che rende nota a tutti la schedulazione della produzione e l’effettivo avanzamento; così cosa accade in produzione è sempre chiaro (visibile) per chi si trova a lavorarci. Per esempio i livelli di stock (minimo e massimo) e le locazioni dei materiali sono chiaramente contrassegnati. Affiggere gli STANDARD operativi proprio di fronte alle postazioni operative è Visual Management. Viene allo scopo utilizzata un’ampia gamma di supporti visivi in tutti gli ambiti: bacheca, tabellone di cartone, lavagna magnetica. In quest’epoca questi semplici dispositivi di visualizzazione appaiono in prima battuta desueti all’osservatore occasionale ma in realtà sono dei potenti strumenti dell’organizzazione lean.
Se gli operatori sono nelle condizioni di “vedere” il proprio apporto alla schedulazione operativa risultano anche più produttivi.
Rendere chiari gli obiettivi di miglioramento:
Attraverso una attività di Policy Deployment resa “visiva”, si permette di rendere condivisibili i collegamenti tra le attività di miglioramento (legate agli obiettivi di livello operativo) e la politica di miglioramento adottata per incrementare la soddisfazione del cliente in termini di QCD – qualità, costo, delivery.
Quindi il Visual Management permette di identificare i problemi e di mettere in evidenza gli scostamenti fra la realtà (valori misurati) e le aspettative del cliente (esplicitate negli obiettivi da raggiungere). È un efficace strumento per motivare gli operatori in produzione a conseguire gli obiettivi fissati dal management e a migliorare la propria performance avendo “a vista” quali sono gli obiettivi da raggiungere e quali progressi sono già stati compiuti in quella direzione.
La catena di custodia del legno e dei prodotti a base di legno è da diversi anni oggetto di specifici standard di carattere proprietario, ma con la norma ISO 38200:2018, recepita in Italia dalla UNI ISO 38200:2019, diventa oggetto del sistema di normazione internazionale.
La UNI ISO 38200 fornisce una metodologia strutturata per la tracciabilità del legno e dei prodotti a base legno lungo tutta la filiera del legname, al fine di garantire l’utilizzo di risorse provenienti da fonti legali.
La UNI ISO 38200 si applica al legno ed ai prodotti a base di legno derivanti da trattamenti meccanici, chimici, biologici, termici e loro combinazioni, costituiti da:
▪ Legno;
▪ Prodotti a base di legno;
▪ Carta;
▪ Sughero;
▪ Prodotti a base di sughero;
▪ Materiali lignificati diversi dal legno (Es. Bambù);
▪ Prodotti a base di materiali lignificati.
La UNI ISO 38200 prevede che il materiale possa essere definito come:
▪ “Verificato” (Evidenze della conformità ai requisiti di un Sistema di Due Diligence – DSS);
▪ “Specificato” (Evidenza della conformità a specifici requisiti, documentati e pubblici, stabiliti da organizzazioni);
▪ “Certificato” (Evidenza della conformità ad uno schema di certificazione);
▪ “Riciclato” (In caso di materiale riciclato o comunque deviato dal diventare rifiuto).
Pertanto, la UNI ISO 38200 permette alle organizzazioni di assicurare e dimostrare una gestione dei materiali di origine forestale responsabile e conforme alla legge, infatti prevede l’applicazione di un Sistema di Due Diligence (DSS) basato su metodologie di valutazione dei rischi relativi al materiale che entra nella catena di custodia.
La UNI ISO 38200 si basa sulla tracciabilità dei prodotti di legno ed a base di legno lungo tutta l’intera filiera di approvvigionamento fino alla vendita dei prodotti finali, ma non si applica alla gestione forestale.
La UNI ISO 38200 è articolata in 9 sezioni:
1) Scopo;
2) Riferimenti normativi;
3) Termini e definizioni;
4) Requisiti generali;
5) Requisiti organizzativi;
6) Materiale in entrata;
7) Sistema di Due Diligence;
8) Sistema di controllo della catena di custodia;
9) Informazioni in uscita.
In particolare, la UNI ISO 38200 prevede attività di audit interno e di riesame della direzione, ma non richiede attività di audit di seconda e terza parte.
SCM S.r.l. è una società del gruppo Horsa S.p.A. specializzata nel noleggio di sistemi multifunzione digitali, stampanti e fotocopiatori, nelle forniture di arredo, sedute e complementi per l’ufficio, nella vendita di registratori di cassa e POS.
SCM S.r.l., avendo brillantemente superato la verifica di certificazione a giugno 2019, ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2015 del proprio Sistema di Gestione per la Qualità applicato alle attività di noleggio, assistenza e manutenzione di apparecchiature per la stampa per uffici.
Il rilascio del certificato UNI EN ISO 9001:2015 avvenuto il 28 giugno 2019 da parte di SGS Italia S.p.A., uno dei più importanti Organismi di Certificazione operanti a livello internazionale, rappresenta per SCM S.r.l. un’importantissima fase del percorso di affinamento dei processi aziendali intrapreso da parte del Management dell’Azienda rispetto alle logiche più avanzate di conduzione aziendale
IMPRIMA S.r.l., dopo avere ottenuto la certificazione del proprio Sistema di Gestione per la Qualità secondo la norma UNI ENI ISO 9001:2015 e la certificazione del sistema di gestione per la qualità per la produzione di parti per l’industria automobilistica secondo lo standard IATF 16949:2016, ha ottenuto la certificazione del sistema di gestione della catena di custodia, in conformità ai pertinenti standard del Forest Stewardship Council, per la produzione di etichette autoadesive neutre o stampate; il 12 giugno 2019 ha superando brillantemente la verifica di certificazione effettuata da TÜV SÜD.
IMPRIMA S.r.l. conferma il suo atteggiamento proattivo verso le nuove esigenze del mercato sempre più orientato alla sostenibilità dell’iniziativa imprenditoriale.
Dal recente studio “La sicurezza sui luoghi di lavoro e la certificazione” eseguito dall’Osservatorio ACCREDIA (L’Ente Italiano di Accreditamento), in collaborazione con INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) e AICQ (Associazione Italiana Cultura Qualità), appare chiaro come gli investimenti per il miglioramento della gestione della salute e sicurezza sul lavoro sono investimenti proficui con effetti migliorativi della performance aziendale complessiva.
Nelle imprese con un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro certificato, lo studio dell’Osservatorio ACCREDIA indica una riduzione del 15,8% degli infortuni, che nel 39,7% dei casi sono meno gravi, rispetto alle aziende invece non certificate.
Fonte: Osservatorio ACCREDIA La sicurezza sui luoghi di lavoro e la certificazione n. 1 – 2018 – Tabella 1 Confronto tra indici infortunistici delle Imprese certificate vs Imprese non certificate per Grande Gruppo di tariffa INAIL. Per i dettagli è consultabile il sito www.inail.it
I dati dello studio “La sicurezza sui luoghi di lavoro e la certificazione” indicano che l’adozione di specifiche metodologie organizzative applicate alla gestione della salute e sicurezza, basate sull’applicazione della legge ed integrate nella più generale gestione d’impresa, determinano nelle organizzazioni un passaggio da un approccio basilare ad un approccio evoluto alla gestione della salute e sicurezza sul lavoro il cui risultato è un notevole abbassamento del rischio aziendale connesso all’accadimento di incidenti ed infortuni.
I dati dello studio condotto dall’Osservatorio ACCREDIA, indicano anche come lo stesso sistema produttivo nazionale abbia percepito i vantaggi dell’adozione di un sistema di gestione della salute e sicurezza certificato in quanto, nel 2017, circa 17.000 organizzazioni hanno implementato un sistema di gestione certificato per la norma OHSAS 18001:2007 (*), cioè il 9% in più rispetto al 2016 ed il 32% in più rispetto al 2015.
Tali dati possono essere meglio compresi prendendo in considerazione i risultati di una specifica indagine condotta da ACCREDIA/INAIL/AICQ che ha visto coinvolti direttamente il top management ed i responsabili della sicurezza di aziende dotate di un sistema di gestione della salute e sicurezza certificato. Infatti, tale indagine ha rilevato che « … In seguito alla certificazione del proprio sistema di gestione, il 98,4% delle imprese ha verificato un miglioramento delle prestazioni in sicurezza misurate attraverso la rilevazione di infortuni e malattie professionali (74,6% dei rispondenti), di mancati infortuni (70,1% dei rispondenti), ore di formazione (63,3% dei rispondenti) e dal numero di non conformità gestite (55,6% dei rispondenti). » (Fonte: Osservatorio ACCREDIA La sicurezza sui luoghi di lavoro e la certificazione n. 1 – 2018).
Pertanto, le aziende italiane confermano che un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro certificato è uno strumento capace di concorre al miglioramento della performance aziendale complessiva. Infatti, nell’ambito della più generale gestione d’impresa, risulta evidente come un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro certificato si configuri come un elemento fondamentale delle strategie aziendali ai fini del miglioramento del posizionamento di mercato delle aziende in termini di competitività, immagine e reputazione aziendale.
(*)Con l’entrata in vigore la norma internazionale “UNI ISO 45001:2018 Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro – Requisiti e guida per l’uso” a marzo 2018, al momento, per l’implementazione e la certificazione (da parte di un ente terzo accreditato) di un sistema di gestione della salute e sicurezza, coesistono due riferimenti internazionali, cioè il ben conosciuto (e diffuso) standard BS OHSAS 18001:2007 e la nuova norma ISO 45001:2018, i quali potranno coesistere fino a marzo 2021 dopodiché lo standard BS OHSAS 18001:2007 sarà ritirato e rimarrà in vigore solamente la norma ISO 45001.
ISO 45001 – La nuova norma internazionale per i Sistemi di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro.
Il 12 marzo 2018, è entrata in vigore la norma internazionale “UNI ISO 45001:2018 Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro – Requisiti e guida per l’uso” applicabile ad organizzazioni di qualsiasi dimensioni e tipologia per istituire, attuare e mantenere un sistema di gestione della salute e la sicurezza sul lavoro (SSL) per:
– predisporre luoghi di lavoro sicuri e salubri;
– eliminare i pericoli e minimizzare i rischi per la SSL;
– cogliere le opportunità per la SSL;
– migliorare continuamente le prestazioni relative alla SSL;
– soddisfare i requisiti legali ed altri requisiti obbligatori relativi alla SSL;
– raggiungere gli obiettivi per la SSL.
Tra i principali contenuti della UNI ISO 45001:2017, possono essere annoverati:
– Centralità del modello PDCA (Plan – Do – Check – Act);
– Approccio basato sul modello “risk-based thinking”;
– Enfasi sulla comprensione del contesto in cui opera l’organizzazione;
– Importanza del ruolo dell’alta direzione e del suo impegno diretto nel sistema di gestione;
– Alto grado di integrazione tra la gestione della sicurezza sul lavoro e i processi di business;
– Importanza del coinvolgimento e della partecipazione dei lavoratori;
– Chiara identificazione delle opportunità di miglioramento in materia di sicurezza sul lavoro, ben definite tramite un processo dedicato.
Inoltre, la UNI ISO 45001:2018 ha la cosiddetta “Struttura ad alto livello” che contraddistingue anche la edizione 2015 sia della ISO 9001 che della ISO 14001. In tal modo l’integrazione fra sistemi di gestione differenti è agevolata, più efficace ed efficiente.
La principale innovazione della norma UNI ISO 45001 rispetto alla BS OHSAS 18001:2007, è l’orientamento all’integrazione del Sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro nella più generale gestione d’impresa affinché la variabile “sicurezza sul lavoro” sia un variabile costante nelle strategie aziendali di business tramite:
a Analisi dei fattori del contesto e delle parti interessate che interagiscono con Sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro e che possono influenzare il business aziendale;
– Analisi e la valutazione dei rischi legati alla gestione per la salute e sicurezza sul lavoro che possono influenzare il business aziendale;
– Definizione degli obiettivi (risultati attesi) e, di conseguenza, del campo di applicazione del Sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro;
– Determinazione del processi del Sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro e dei pertinenti indicatori di prestazione.
IMPRIMA S.r.l., è una Azienda del Gruppo Imprima Sistema. Il gruppo è composto da imprese che operano in totale sinergia per identificare e curare l’immagine dei prodotti e delle stesse Aziende Clienti.
IMPRIMA S.r.l. offre al mercato un’esperienza pluridecennale nel settore dell’identificazione automatica, prestando da sempre una particolare attenzione alle innovazioni di prodotto, tecnologiche ed organizzative, ed oggi si fregia anche del certificato di conformità allo standard IATF 16949:2016 per il proprio Sistema di Gestione per la Qualità relativo alla stampa di etichette autoadesive e multiple mediante i processi di serigrafia e tipografia per l’industria automotive, rilasciato da uno dei più importanti Organismi di Certificazione operanti a livello internazionale.
IMPRIMA S.r.l. ha brillantemente superato la verifica di certificazione ed il 15 maggio 2018 TÜV SÜD ha rilasciato il documento che rappresenta il coronamento di un percorso di affinamento dei processi aziendali, da parte del Management dell’Azienda, rispetto alle logiche più avanzate di conduzione aziendale.
Stephen Richards Covey (Salt Lake City, 24 ottobre 1932 – Idaho Falls, 16 luglio 2012) è stato un educatore, scrittore e uomo d’affari statunitense. Divenne celebre a livello internazionale per la sua pubblicazione The seven Habits of Highly Effective People, libro che ebbe uno straordinario successo.
Le idee di Stephen continueranno a influenzare fortemente la nostra vita e quella di milioni di persone.
Leggendo “Le 7 regole per avere successo”, si riesce a vedere il mondo con lenti diverse, o meglio con paradigmi diversi, come amava scrivere lui.
Inizieremo un “viaggio” insieme, un viaggio in cui rifletteremo a lungo sulla potenza delle teorie, dei suoi modelli e delle sue parole, parole che accompagnano verso un inevitabile “cambiamento”, un pervasivo e duraturo “cambio di paradigma”.
Perché, per dirla con parole sue, non abbiamo bisogno di cerotti o zucchero filato per poter essere degli imprenditori di “successo” ma di far leva sulla nostra missione (“inizia pensando dalla fine“), sulla nostra responsabilità (che ci porta ad essere “proattivi“) e sui nostri “principi“ e virtù, a iniziare da:
CORAGGIO: “il padre di tutte le virtù” e da: UMILTÀ: la madre delle virtù”. Come li definiva il grande Stephen.
“Abituatevi, educate voi stessi a fare tutto ciò che fate perfettamente, con cura e precisione; che il vostro agire non abbia niente di impreciso, non fate niente senza provarvi gusto, in modo grossolano. Ricordatevi che nell’approssimazione si può perdere tutta la vita, mentre al contrario, nel compiere con precisione e al ritmo giusto anche le cose e le questioni di secondaria importanza, si possono scoprire molti aspetti che in seguito potranno essere per voi fonte profondissima di un nuovo atto creativo.” Pavel Florenskij (filosofo, matematico e religioso russo)
L’intelligenza emozionale è fondamentale negli ambienti di lavoro perché conoscere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri ci aiuta a lavorare meglio, a migliorare le performance del gruppo e a sviluppare un’Azienda di qualità.
1995: Goleman scrisse il suo famosissimo best seller sull’intelligenza emozionale. Per Goleman l’Intelligenza emotiva è: “L’abilità di riconoscere e regolare le emozioni in noi stessi e negli altri”. Per SIXSECONDS – (vedi: http://italia.6seconds.org) l’intelligenza emotiva è il “collegamento mancante” in grado di rendere le persone dei veri changemaker. Le skill basate scientificamente sull’intelligenza emotiva sono essenziali per il cambiamento. Queste skill sono apprendibili e predicono una maggiore efficacia, benessere, relazioni e qualità della vita.
Goleman ha avuto un indubbio merito: quello di aver contribuito a sviluppare un atteggiamento culturale più rispettoso e favorevole alle emozioni. Fino ad alcuni decenni fa le emozioni erano culturalmente considerate materiale inutile, un elemento di debolezza, estraneo al mondo aziendale, un disturbo rispetto al funzionamento delle attività “superiori” della mente connesse all’intelletto: ben lontane, quindi, dal valore che le neuroscienze hanno riconosciuto. Ormai si considerano le emozioni stesse come intelligenti, capaci di registrare informazioni di grande importanza, informazioni di cui è indispensabile tener conto, che è indispensabile registrare ed elaborare. In questa nuova ottica e con la considerazione che le risorse umane rappresentino il capitale “in movimento” dell’azienda, si è finalmente riconosciuto l’essenziale valore alla componente socio emotiva, componente da dover sviluppare sia per i collaboratori sia per coloro che vogliono diventare manager di successo.
L’intelligenza emotiva determina la nostra potenzialità di apprendere le capacità pratiche basate sui suoi cinque elementi:
Consapevolezza;
Padronanza di sé;
Motivazione;
Empatia;
Abilità nelle relazioni interpersonali.
La nostra competenza emotiva dimostra quanto, di quella potenzialità, siamo riusciti a tradurre in reali capacità pronte per essere messe in atto sul lavoro.
Ad esempio, l’abilità nel fornire assistenza ai clienti è competenza emotiva basata sull’empatia. Analogamente, la fidatezza si fonda sulla padronanza di sé, ossia sulla capacità di controllare bene i propri impulsi. Tanto l’abilità nell’assistenza ai clienti quanto la fidatezza sono competenze che possono far emergere le persone nel lavoro. Questo non significa, però, che il semplice fatto di essere dotati di intelligenza emotiva garantisca che una persona acquisirà le competenze che davvero contano sul lavoro: significa solo che si hanno le massime potenzialità per apprenderle.
Una persona, ad esempio, potrebbe essere altamente empatica, e tuttavia non aver acquisito tutte quelle capacità pratiche che si fondono sull’empatia e che permettono di offrire un servizio di assistenza ai clienti, di essere un allenatore o un mentore d’alta classe, e di dare coesione ad un team composto da persone molto diverse.
“Bisogna formare buoni manager prima di poter produrre prodotti di qualità.” Rajeshwari Sharma (Senior research officer – Esperta di Risorse Umane)
Le capacità fondamentali dell’intelligenza emotiva sono di vitale importanza affinché gli individui riescano ad apprendere le competenze professionali necessarie per un’azienda che in questo frangente storico deve “imparare a cambiare” continuamente e non più solo adattarsi ad un cambiamento.
E se un individuo è carente nelle abilità sociali, ad esempio, non riuscirà ad persuadere o a ispirare gli altri, né ad assumersi la leadership di un team o a catalizzare il cambiamento.
“Ci occorre un nuovo modo di pensare per risolvere i problemi causati dal vecchio modo di pensare” … basta vedere il nuovo modo di pensare come un “buon rischio”. Albert Einstein
Il Rischio viene spesso visto con occhio unicamente negativo (ad esempio: rischio di mancata fatturazione, rischio finanziario, rischio legato a sanzioni da parte degli Enti di controllo, rischio legato ai reclami degli stessi clienti, ecc.) mentre il pensiero Risk based può e deve aiutare le aziende ad identificare anche quelle che sono le loro opportunità.
“E’ credenza generale che sia necessario apprendere il know-how per adottare un nuovo metodo. Tuttavia, se si desidera padroneggiarlo pienamente, occorre essere partecipi non solo del know-how, ma anche del know-why. Infatti il know-how ci insegna come comportarsi, ma non cosa fare quando si verificano problemi o variazioni, anche piccole, delle condizioni generali. Se, invece, comprendiamo il know-why, cioè perché dobbiamo agire in un certo modo, saremo in grado di superare ogni difficoltà”. Shigeo Shingo (Coautore della filosofia giapponese del Just In Time)
Le difficoltà si superano nel migliore dei modi quando intelligenza ed emozioni vengono armoniosamente integrate, quando cioè il conseguente approccio è quello “guidato dal rischio nei processi organizzativi”.
Solo infatti identificando e gerarchizzando i propri rischi e opportunità, in funzione del contesto e delle parti interessate, decidendo cosa è accettabile e cosa invece no, pianificando azioni rivolte ad armonizzare, eliminare o evitare tali rischi: si possono superare “ogni difficoltà”.
In conclusione:
Saper individuare un “giusto piano”, saper valutarne la fattibilità, saper come sviluppare le competenze tecniche ed emotive di ogni persona coinvolta nel cambiamento, saperne valutare i migliori passi, saper infine rendere standard la procedura significa OTTENERE UN PROCESSO DI QUALITÀ.
Avere chi guida l’azienda in questo “processo circolare” significa aver trovato il consulente “giusto”.
Questo sito fa uso di cookie tecnici per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.OkLeggi di più