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Centri di Trasformazione Carpenteria

Dal 01 luglio 2009, con l’entrata in vigore del D.M. 14.01.08, tutti i centri di trasformazione ( centri di produzione di lamiere grecate, e profilati formati a freddo, centri di prelavorazione di componenti strutturali, le officine di produzione di carpenterie metalliche, le officine di produzione di elementi strutturali di serie e le officine per la produzione di bulloni e chiodi) devono: – Certificare il proprio Sistema Qualità secondo la norma Uni En Iso 9001; – Effettuare controlli (anche presso Laboratori di cui all’art. 59 del Dpr 380/01) atti a garantire la permanenza delle caratteristiche meccaniche e geometriche del materiale originario; – Nominare un Direttore Tecnico di Stabilimento, che opererà secondo il disposto dell’art. 64, comma 3, del Dpr 380/01; – Qualificare i processi di lavorazione (saldature, piegature, etc…); – Dichiarare al Servizio Tecnico Centrale la loro attività per ottenere l’attestazione dallo stesso. Una volta concluso l’iter, il centro verrà inserito nell’elenco ministeriale “Centri Carpenteria”.

 

Centri di Trasformazione Acciaio per C.A.

Dal 01 luglio 2009, con l’entrata in vigore del D.M. 14.01.08, tutti i centri di trasformazione ( impianti esterni al cantiere e/o alla fabbrica che ricevono dal produttore di acciaio elementi base come barre, rotoli, reti, etc… e confezionano elementi saldati e/o presagomati come staffe, ferri piegati o preassemblati come gabbie di armatura, pronti per la messa in opera) devono: – Certificare il proprio Sistema Qualità secondo la norma Uni En Iso 9001; – Effettuare controlli (anche presso Laboratori di cui all’art. 59 del Dpr 380/01) atti a garantire la permanenza delle caratteristiche meccaniche e geometriche del materiale originario; – Qualificare i processi di lavorazione (saldature, piegature, raddrizzature, etc…); – Nominare un Direttore Tecnico di Stabilimento, che opererà secondo il disposto dell’art.64, comma 3, del Dpr 380/01; – Dichiarare al Servizio Tecnico Centrale la loro attività per ottenere l’attestazione dallo stesso. Una volta concluso l’iter, il centro verrà inserito nell’elenco ministeriale “Centri di presagomatura C.A”.

 

Normativa Legno Strutturale

Dal 01 luglio 2009, con l’entrata in vigore del D.M. 14.01.08, tutti i produttori di legno strutturale (massiccio, bilama, trilama, lamellare, pareti, etc…) e tutti i trasformatori (coloro che in laboratorio o in cantiere modificano, sagomano, riducono, incastrano, uniscono elementi strutturali forniti da terzi) devono: – Accompagnare le forniture con un manuale contenente le specifiche tecniche della posa in opera; – Qualora sia disponibile una norma armonizzata (per esempio Uni En 14081 per il legno massiccio, Uni En 385 e Uni En 387 per il legno massiccio con giunti a dita, UN EN 14080 per il legno lamellare incollato) o Linee Guida Etag, provvedere a marcare CE i propri prodotti secondo il sistema di attestazione indicato dalle norme; – Qualora non siano disponibili, né norme armonizzate, nè Linee Guida Etag, i produttori/trasformatori di legno strutturale dovranno: – Certificare il proprio Sistema Qualità secondo la norma Uni En Iso 9001; – Effettuare controlli secondo la norma Uni En 386 e marchiare i propri prodotti con marchio depositato presso il Servizio Tecnico Centrale; – Nominare un Direttore Tecnico di Stabilimento, di comprovata esperienza e dotato di abilitazione professionale, tramite apposito corso di formazione; – Dichiarare al Servizio Tecnico Centrale la loro attività per ottenere l’attestazione dallo stesso. Una volta concluso l’iter, il centro verrà inserito nell’elenco ministeriale “Qualificazione Legno”.

 

Normativa Strutture in Acciaio e Alluminio

La norma Uni En 1090 “Esecuzione di strutture di acciaio e di alluminio” è la norma armonizzata che: – Stabilisce a livello europeo i requisiti e le procedure di verifica della conformità del Sistema di Controllo della Produzione (Fpc factory control plan) che garantiscono la conformità del manufatto ai requisiti per le strutture in acciaio e alluminio; – Specifica i requisiti tecnici per la realizzazione delle strutture. La norma Uni En 1090 permette di certificare le strutture edilizie civili ed industriali in acciaio ed alluminio tramite un sistema che permette di assicurare la disponibilità di personale tecnicamente qualificato e di disporre attrezzature tecnicamente adeguate. Il produttore di strutture in acciaio ed alluminio o di sue parti è responsabile per il proprio processo di realizzazione, dalla progettazione all’impiego di materiali qualificato all’origine, fino all’installazione della struttura finita. Esso deve documentare e dimostrare attraverso sistemi di controllo che rispetta le prescrizioni di marcatura CE ai sensi della Direttiva Cpd 89/106/CE impiegando personale qualificato ed adeguate attrezzature tecniche. Per far ciò deve organizzare al proprio interno un Fpc (factory control plan), che sia in grado di dimostrare che tutti i requisiti contenuti nella norma En 1090 siano rispettati. Una volta organizzato internamente l’Fpc, il fabbricante dovrà affidare ad un Ente Notificato dalla Comunità Europea il controllo del proprio Fpc che emetterà un adeguato Certificato di Conformità. La certificazione Uni En 1090, oltre alle opportunità di miglioramento dei processi produttivi interni, è uno strumento che facilita la gestione degli adempimenti legali e favorisce l’approccio al mercato europeo. La certificazione del Sistema di Controllo della Produzione secondo la norma En 1090 è obbligatoria per tutti i fabbricanti di strutture civili ed industriali in acciaio ed alluminio dal 1° Luglio 2014. Senza questa certificazione sarà di fatto impossibile per le aziende immettere sul mercato strutture in acciaio o alluminio prive di marcatura CE – En 1090.

 

 

Gas Fluorurati ad Effetto Serra

Ai sensi del Dpr 27 gennaio 2012, n.43, in attuazione del Regolamento CE 842/2006 in materia di Gas fluorurati a effetto serra, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.93 del 20 aprile 2012, a partire dalla data di istituzione dell’apposito Registro (prevista entro il mese di Novembre 2012), chiunque intenda svolgere le attività sotto elencate deve: – iscriversi per via telematica, entro un termine di 60 giorni, al registro medesimo istituito presso la Camera di commercio competente. – ottenere, entro 6 mesi, il pertinente certificato rilasciato da un organismo di certificazione, a seguito del superamento di un esame teorico e pratico basato sui requisiti minimi relativi alle competenze e alle conoscenze previste negli allegati dei regolamenti (Ce) n. 303/2008, n. 304/2008, n. 305/2008 e n. 306/2008. I soggetti obbligati sono: upersone che svolgono una o più delle seguenti attività su apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore che contengono gas fluorurati ad effetto serra: – controllo delle perdite dalle applicazioni contenenti almeno 3 kg di gas fluorurati ad effetto serra e dalle applicazioni contenenti almeno 6 kg di gas fluorurati ad effetto serra dotate di sistemi ermeticamente sigillati, etichettati come tali; – recupero di gas fluorurati ad effetto serra; – installazione; – manutenzione o riparazione; upersone che svolgono una o più delle seguenti attività su impianti fissi di protezione antincendio che contengono gas fluorurati ad effetto serra: – controllo delle perdite dalle applicazioni contenenti almeno 3 kg di gas fluorurati ad effetto serra; – recupero di gas fluorurati ad effetto serra, anche per quanto riguarda gli estintori; – installazione; – manutenzione o riparazione; upersone addette al recupero di gas fluorurati ad effetto serra dai commutatori ad alta tensione; upersone addette al recupero di solventi a base di gas fluorurati ad effetto serra dalle apparecchiature che li contengono; uLe imprese che svolgono le seguenti attività: – installazione, manutenzione o riparazione di apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti gas fluorurati ad effetto serra; – installazione, manutenzione o riparazione di impianti fissi di protezione antincendio e di estintori contenenti gas fluorurati ad effetto serra; – recupero di gas fluorurati ad effetto serra dai commutatori ad alta tensione; – recupero di solventi a base di gas fluorurati ad effetto serra dalle apparecchiature che li contengono.

 

Edilizia Sostenibile – LEED e GCB Italia

“Il 40% della domanda energetica dell’Unione Europea è ascrivibile al settore edile e, in Italia, tale percentuale cresce al 45%” “I cittadini dell’Unione Europea trascorrono, in media, il 90% della loro vita all’interno di un edificio” Brevi considerazioni dalle quali risulta evidente come i soggetti operanti nel settore edilizio debbano essere gli attori principali di un mutamento ideologico fondato sul concetto chiave di sostenibilità. Sostenibilità intesa nel suo significato più ampio come concetto che si realizzi simultaneamente nelle sue tre declinazioni inscindibili: sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e sostenibilità economica. Leed (Leadership in Energy Environmental Design) è uno schema volontario che certifica le alte prestazioni, sotto il profilo della sostenibilità, di edifici e/o quartieri. I differenti protocolli Leed/Gbc Italia si sostanziano in ratink systems attraverso i quali viene associato ad un intervento edilizio un punteggio ottenuto sommando punti acquisiti rispondendo positivamente a requisiti prestazionali posti all’interno delle aree tematiche prese in considerazione: sostenibilità del sito, gestione delle acque, energia e atmosfera, materiali e risorse, qualità ambientale interna, innovazione nella progettazione. Certificazioni progressivamente più prestigiose corrispondono a punteggi totali conseguiti crescenti. La famiglia di protocolli Leed/Gbc Italia va a coprire l’intera gamma di possibili interventi edilizi, sia per quanto riguarda le nuove realizzazioni così come gli interventi sul patrimonio esistente. Benefici per l’acquirente: – Spazi più sani dove vivere o lavorare, i quali contribuiscono ad una maggiore produttività, salute, confort e sicurezza per i suoi occupanti; – Costi di gestione in esercizio notevolmente inferiori che rendono nettamente positivo il bilancio benefici – costi. Benefici per il costruttore: – Certificare un edificio Leed equivale a comunicare ai potenziali clienti ed alla collettività intera che l’immobile costruito o ristrutturato risponde a rigorosi standard, certificati da una parte terza indipendente; – Facilitazioni nell’accesso a canali di finanziamento specifici; – Aumento del valore intrinseco dell’edificio con corrispettivo aumento del valore di mercato. Lo Studio Bussolari è in grado di offrire consulenza a 360° ai soggetti (progettisti, costruttori, associazioni di categoria, agenzie immobiliari, consumatori) che intendano approfondire le tematiche connesse alla sostenibilità applicata al settore edilizio.

 

Sistema di Gestione Ambientale

I Sistemi di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001:2004 e Regolamento Emas III) permettono di identificare gli aspetti ambientali connessi alle attività delle aziende e di controllarli sia dal punto di vista amministrativo che operativo, in un’ottica di sostenibilità economica. I vantaggi che le aziende possono riscontrare, adottando un sistema di gestione ambientale sono: – Vantaggi economici ed amministrativi (Ottimizzazione delle risorse, riduzione degli sprechi, riduzione dei consumi, riduzione dei costi energetici, riduzione dei costi di gestione dei rifiuti, riduzione dei costi assicurativi, accesso a finanziamenti, agevolazioni per autorizzazioni, concessioni e permessi, riduzione degli incidenti e delle relative conseguenze amministrative civili e penali); – Vantaggi strategici (trasformazione di vincoli ambientali in vantaggi competitivi, orientamento dell’azienda all’ambiente, miglioramento dell’immagine dell’Azienda e del marchio, conquista di nuove quote di mercato, aumento di valore dell’Azienda e facilitazione della comunicazione con le parti interessate); – Vantaggi etici (contribuire allo sviluppo sostenibile, aumentare l’attenzione all’ecologia, sviluppare una responsabilità ambientale, prevenire e controllare gli effetti ambientali delle attività). I Sistemi di gestione Ambientale rappresentano anche uno strumento ideale per garantire il controllo della conformità legislativa, al fine di evitare sanzioni amministrative, civili e penali, sempre più frequenti (D.Lgs. 231/2001).

 

Sistemi di Gestione Qualità dei Rottami Metallici

Dal 9 ottobre 2011 trovano applicazione le disposizioni del Regolamento (UE) n. 333/2011 recante i criteri che determinano quando alcuni tipi di rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. Il Regolamento (UE) n. 333/2011 stabilisce i criteri in materia di gestione e trattamento dei rottami di ferro, acciaio, alluminio e leghe di alluminio affinché tali rottami possano non essere più considerati rifiuti ma essere recuperati e riutilizzati: – I rottami di ferro e acciaio recuperati possono essere utilizzati dalle acciaierie e fonderie; – I rottami di alluminio e leghe di alluminio recuperati potranno essere utilizzati nei processi di raffinazione e rifusione. Il Regolamento (UE) n. 333/2011 interessa tutte le aziende caratterizzate da processi produttivi in cui si originano rifiuti costituiti da rottami metallici di ferro, acciaio, alluminio e leghe di alluminio (e non solo le aziende che si occupano specificatamente di recupero di rottami metallici), offrendogli la possibilità di recuperarli e riqualificarli come materia prima seconda da cui poter trarre profitto in termini di riutilizzo o vendita. Lo Studio Bussolari, potendo vantare un’esperienza più che decennale nella implementazione di sistemi di gestione, si propone come partner ideale per supportare le Aziende nell’applicazione delle disposizioni previste dal Regolamento (UE) n. 333/2011 in quanto il quadro prescrittivo configurato consiste nell’adozione di un Sistema di Gestione della Qualità del processo di gestione e trattamento dei rifiuti metallici sottoposto ad una valutazione di conformità triennale da parte di un Organismo di Certificazione Accreditato o di un Verificatore ambientale.

 

Sicurezza Alimentare nella GDO

La GDO (Grande Distribuzione Organizzata), a fronte delle sempre maggiori richieste di garanzie circa la qualità e la sicurezza alimentare da parte dei Consumatori e delle Autorità dovute allo sviluppo di catene di forniture e reti distributive sempre più complesse, ha elaborato degli standard igienico-qualitativi internazionali richiedendone l’applicazione ai propri fornitori. L’adozione di tali standard permette ai fornitori, ai trasportatori e ai produttori di materie prime, di monitorare e controllare i processi realizzativi e la conformità ai requisiti igienici lungo tutta la catena di fornitura garantendo la sicurezza degli alimenti e una efficace ed efficiente gestione delle emergenze. Gli standard igienico- qualitativi richiesti nell’ambito della Grande Distribuzione Organizzata rappresentano importantissimi strumenti per poter usufruire delle opportunità offerte dal mercato internazionale. In particolare la Grande Distribuzione Organizzata Europea si è fatta promotrice di due standard internazionali: – Gsfs (BRC – British Retail Consortium), per quanto riguarda il mercato anglosassone; – Ifs (International Food Standard), per quanto riguarda il mercato tedesco, francese ed italiano. Gli standards Gsfs (Brc) ed Ifs, nelle loro edizioni più recenti risultano essere fra loro allineati per molti aspetti, rendendo piuttosto agevole l’ottenimento di entrambe le attestazioni da parte degli Organismi di certificazioni.

 

Sicurezza Alimentare

La Sicurezza Alimentare è un aspetto fondamentale per qualsiasi organizzazione facente parte della filiera agroalimentare, in quanto la garanzia di fornire un prodotto sicuro al consumatore finale è data dal contributo di ogni singolo anello della catena. Attualmente la regolamentazione della sicurezza alimentare è oggetto di numerose disposizioni normative, cogenti e volontarie, che interessano sia aspetti amministrativi che operativi. Pertanto non è sempre facile districarsi fra tale normativa e risulta difficoltoso capirne l’applicabilità, i vantaggi che l’organizzazione può trarne e le ripercussioni operative. Lo Studio Bussolari mette a disposizione delle Aziende agroalimentari competenze specifiche proponendosi come partner ideale per affrontare la normativa applicabile al settore e tramutarla in principi operativi: – Fondamenti di base sulla normativa applicabile, cogente e volontaria: – Manuale di autocontrollo; – Criteri di valutazione dei rischi e dei pericoli; – Gestione dei punti critici di controllo; – Tracciabilità nella filiera agroalimentare; – Standard igienico-qualitativi volontari. – Gestione della catena alimentare, qualità degli alimenti, focus sull’aspetto igienico-sanitario degli alimenti e sulla sicurezza del consumatore: – Nozioni di microbiologia applicata agli alimenti; – Curva di crescita batterica; – Fattori di crescita; – Modalità di prevenzione ed eliminazione batterica; – Principali batteri patogeni; – Cause pricipali di contaminazione; – Aspetti generali sull’igiene del personale e della produzione dell’alimento; – Etichettatura; – Allergeni; – Ogm.