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La sicurezza antincendio e la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro si rinnova

A settembre 2021, in attuazione di quanto disposto dall’ articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (c.d. Testo unico della salute e la sicurezza sul lavoro), il Ministero dell’Interno ha pubblicato tre nuovi decreti in materia di sicurezza antincendio e gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro. Tali decreti:

▪si caratterizzano per un approccio prestazionale che li differenzia dalla precedente normativa in materia, sulla scia del Decreto del Ministero dell’Interno 3 agosto 2015 – Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139;

▪entreranno in vigore l’uno successivamente all’altro tra settembre ed ottobre 2022;

▪abrogheranno e sostituiranno lo storico Decreto del Ministero dell’Interno 10 marzo 1998 – Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro.

Nello specifico, i tre nuovi decreti ministeriali in materia di sicurezza antincendio e gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro sono:

Decreto del Ministero dell’Interno 1 settembre 2021 – Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (c.d. Decreto controlli):

→ abroga  l’articolo 3 comma 1 lettera e), l’articolo 4 e l’allegato VI del DM 10/03/1998;

→ entra in vigore il 26/09/2022.

Decreto del Ministero dell’Interno 2 settembre 2021 – Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (c.d. Decreto GSA):

→ abroga gli articolo 3 comma 1 lettera f), 5, 6  e  7 del DM 10/03/1998;

→ entra in vigore il 05/10/2022.

Decreto del Ministero dell’Interno 3 settembre 2021 – Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a) , punti 1 e 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (c.d. Decreto minicodice):

→ abroga il DM 10/03/1998;

→ entra in vigore il 30/10/2022.

Per completezza, si segnalano anche le tre circolari del Ministero dell’Interno che forniscono i primi chiarimenti in merito ai tre nuovi decreti in materia di sicurezza antincendio e gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro di cui sopra:

▪Circolare n. 14804 del 6 ottobre 2021 (DM 1 settembre 2021);

▪Circolare n. 15472 del 19 ottobre 2021 (DM 2 settembre 2021);

▪Circolare n. 16700 del 8 novembre 2021 (DM 3 settembre 2021).

Pertanto, le aziende sono chiamate a verificare la propria gestione della sicurezza antincendio e dell’emergenza nei luoghi di lavoro alla luce nelle novità introdotte in materia, in modo da poter individuare eventuali necessità di adeguamento ed apportare i necessari aggiornamenti nelle tempistiche previste.

Laucos Montaggi S.r.l. ottiene la certificazione UNI EN ISO 9001:2015 ed UNI ISO 45001:2018

Laucos Montaggi S.r.l. è un’azienda specializzata nell’installazione di scaffalature industriali (tradizionali e speciali) e di impianti autoportanti ed automatici. Inoltre è specializzata nel montaggio di coperture metalliche coibentate, di rivestimenti di facciate (con l’utilizzo di vari materiali) e di impianti di movimentazione per i suddetti magazzini (traslo elevatori, convogliatori, rulliere, ecc.). L’azienda, dopo aver brillantemente superato la verifica di certificazione a marzo 2021, ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2015 ed UNI ISO 45001:2018 del proprio Sistema di Gestione per la Qualità e la Salute e Sicurezza sul Lavoro applicato alle attività di Installazione di elementi di carpenteria strutturale e di altri elementi costituenti scaffalature e magazzini automatizzati, su specifica del cliente (Installation of structural carpentry elements and other elements constituting automated shelving and warehouses, according to customer specifications).

Il rilascio dei certificati UNI EN ISO 9001:2015 ed UNI ISO 45001:2018, avvenuto il 19 aprile 2021 da parte di TÜV Italia S.r.l., uno dei più importanti Organismi di Certificazione operanti a livello internazionale, rappresenta per Laucos Montaggi S.r.l. un’importantissima fase del percorso di affinamento dei processi aziendali intrapreso dall’Azienda rispetto alle logiche più avanzate di conduzione aziendale.

MOCA: materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti.

Il settore alimentare è un comparto produttivo fondamentale per l’intero pianeta avendo importantissime e complesse ripercussioni globali di carattere economico, ambientale e sociale. Uno dei principali temi che interessa l’industria alimentare è quello della sicurezza alimentare che, considerando prettamente il punto di vista sanitario, consiste nel garantire ai consumatori finale alimenti non nocivi per la salute umana.

Tale obiettivo è raggiungibile solamente tramite l’approccio “dal produttore al consumatore (From the farm to the fork), cioè con la collaborazione ed il coinvolgimento di tutti i possibili attori della filiera agroalimentare, dai produttori di mangimi ed altri prodotti per gli allevamenti agli allevatori, dai produttori di prodotti per l’agricoltura agli agricoltori, dai produttori di materie prime ai trasformatori e confezionatori, dai produttori di utensili ed apparecchiature alimentari fino ai produttori di etichette ed imballaggi.

In particolare, ai fini della sicurezza alimentare, data la loro importanza per assicurare una manipolazione e conservazione degli alimenti garantendone la salubrità senza essere loro stessi la causa di alimenti pericolosi per la salute umana, sono molto importanti tutti quei materiali ed oggetti destinati ad entrare a contatto con gli alimenti in quanto utilizzati per la realizzazione di imballaggi alimentari, utensili ed apparecchiature per la manipolazione e lavorazione degli alimenti, i quali sono identificati con l’acronimo MOCA (Materiali ed Oggetti a Contatto con gli Alimenti).

Nello specifico, per MOCA si intendono tutti quei materiali ed oggetti che, allo stato di prodotti finito:

  • sono destinati ad essere messi a contatto con prodotti alimentari;
  • sono già a contatto con prodotti alimentari e sono destinati a tal fine;
  • possano ragionevolmente essere messi a contatto con prodotti alimentari o trasferire i propri componenti ai prodotti alimentari nelle condizioni d’impiego normali o prevedibili.

Pertanto, la normativa in materia di MOCA ha un campo di applicazione piuttosto ampio in quando deve essere presa in carico sia dai produttori di materiali destinati al contato con alimenti che dai produttori di oggetti destinati al contato con alimenti, cioè utensili da cucina, recipienti, contenitori, imballaggi, macchinari per la trasformazione e confezionamento di alimenti, ecc.

Nell’ambito nazionale italiano, la produzione e l’immissione in commercio dei MOCA è regolamentata da specifici provvedimenti sia europei che nazionali che si integrano fra loro in quanto le prescrizioni europee possono essere arricchite da provvedimenti nazionali che introducono specifiche prescrizioni per specifici materiali (In particolare, in Italia sono state emesse specifiche decretazioni per materie plastiche, gomma, cellulosa rigenerata, carta e cartone, vetro, acciaio inossidabile, banda stagnata, banda cromata verniciata, ceramica ed alluminio).

A livello comunitario, particolarmente importante è il “Regolamento (CE) n. 1935/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 ottobre 2004 riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e che abroga le direttive 80/590/CEE e 89/109/CEE”, in quanto consiste nella norma quadro che definisce i principi generali applicabili ai MOCA ed alla gestione della loro produzione ed immissione nel mercato in ambito europeo.

Mentre a livello nazionale, definendo requisiti specifici per specifiche ed importanti tipologie di materiali utilizzabili per la produzione di MOCA, è particolarmente importante il “Decreto Ministeriale 21 marzo 1973 Disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili destinati a venire a contatto con le sostanze di uso alimentare o con le sostanze di uso personale”, in quanto applicabile alle materie plastiche, alla gomma, alla cellulosa rigenerata, alla carta e cartone, al vetro ed all’acciaio inossidabile.

Inoltre, a livello nazionale, sono poi presenti provvedimenti specifici per la banda stagnata, la banda cromata verniciata, la ceramica e l’alluminio.

Al di là delle specificità nazionali, la normativa europea in materia di MOCA ha come caposaldo il fatto che i materiali e gli oggetti, in condizioni d’impiego normale o prevedibile, non devono trasferire agli alimenti componenti in quantità tale da:

  • costituire un pericolo per la salute umana;
  • comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari;
  • comportare un deterioramento delle caratteristiche organolettiche.

Inoltre, al fine di garantire la conformità dei MOCA alla normativa applicabile (europea ed italiana) e la conseguente sicurezza per il consumatore finale, la normativa europea in materia prevede specifici obblighi da applicare alla gestione della produzione dei MOCA da parte di tutti gli attori della filiera, dalla produzione di materie prime, alla produzione di materiali, fino alla produzione di oggetti.

Tra gli obblighi fondamentali applicabili ai produttori di MOCA devono essere ricordati:

1) Analisi dei pericoli che possono determinare un prodotto non conforme alla normativa applicabile e, pertanto, non sicuro per il consumatore finale. Dai risultati di tale analisi devono scaturire apposite azioni finalizzate alla eliminazione, prevenzione e gestione dei relativi rischi;

2) Adozione di un Sistema di assicurazione e di controllo della qualità, che preveda l’implementazione di buone pratiche di fabbricazione (Good Manufacturing Practices — GMP), come specificatamente previsto dal “Regolamento (CE) n. 2023/2006 della Commissione del 22 dicembre 2006 sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari”;

3) Adozione di modalità di tracciatura ed etichettatura che garantiscano la chiara identificazione del prodotto come MOCA ed un’agevole rintracciabilità del prodotto in caso di criticità tali  da attivare ritiri e richiami di MOCA dal mercato;

4) L’emissione di una Dichiarazione di conformità, supportata da specifici dati ed informazioni (Documentazione di supporto) relativi ai vari elementi di tutti i processi ed attività aziendali che hanno concorso a garantire la realizzazione di MOCA conformi alla normativa applicabile e  sicuri per il consumatore finale.

Pertanto, al fine di adempiere a tali obblighi normativi, i produttori di MOCA sono chiamati ad adottare specifiche prassi gestionali per assicurare il controllo di tutti gli elementi informativi ed operativi necessari a garantire il rispetto delle prescrizioni in materia di MOCA applicabili alle tipologie di prodotti realizzati.

In un’ottica di ottimizzazione dei processi aziendali, le prassi gestionali richieste per garantire la il rispetto della normativa in materia di MOCA devono e possono essere implementate in maniera integrata nella più generale gestione d’impresa, a partire dalle fasi di concepimento del prodotto e dei processi di produzione fino al rilascio del prodotto finito, considerando, per quanto necessario, gli aspetti commerciali, l’approvvigionamento, la gestione del personale e la gestione dell’infrastruttura aziendale.

Partendo da tali presupposti, sebbene non espressamente richiesto dalla normativa in materia di MOCA, un’agevole soluzione organizzativa a disposizione dei produttori di MOCA per gestire efficacemente ed efficientemente gli obblighi normativi in materia di MOCA, è l’adozione di un Sistema di Gestione per la Qualità conforme alla norma UNI EN ISO 9001:2015 in quanto strumento gestionale che, se ben configurato, garantisce:

1) L’identificazione degli obblighi normativi in materia di MOCA applicabili ai prodotti realizzati;

2) L’implementazione, integrata nella più generale gestione d’impresa, delle prassi gestionali ed operative necessarie per la gestione degli obblighi normativi in materia di MOCA applicabili ai prodotti realizzati.

Economia circolare: aggiornamento della disciplina di gestione dei rifiuti.

In data 4 luglio 2018 sono entrate in vigore le direttive europee del cosiddetto “Pacchetto economia circolare”:

  • Direttiva (UE) 2018/849 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 che modifica le direttive 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche;
  • Direttiva (UE) 2018/850 Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti;
  • Direttiva (UE) 2018/851 Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti;
  • Direttiva (UE) 2018/852 Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

Le direttive europee del “Pacchetto economia circolare”, che dovevano essere recepite dagli stati membri entro il 05 luglio 2020, in Italia sono state recepite in ritardo a settembre da:

  • Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 116 Attuazione della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852 che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, entrato in vigore il 26 settembre 2020;
  • Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 118 Attuazione degli articoli 2 e 3 della direttiva (UE) 2018/849, che modificano le direttive 2006/66/CE relative a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, entrato in vigore il 27 settembre 2020;
  • Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 119 Attuazione dell’articolo 1 della direttiva (UE) 2018/849, che modifica la direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, entrato in vigore il 27 settembre 2020;
  • Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 121 Attuazione della direttiva (UE) 2018/850, che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti, entrato in vigore il 29 settembre 2020.

I provvedimenti del “Pacchetto economia circolare” sono orientati ad agevolare il riutilizzo dei prodotti ed il riciclaggio dei rifiuti agendo sia sulla gestione dei prodotti usati e conseguenti rifiuti (Strategia a breve e medio termine), che, in maniera preventiva coinvolgendo direttamente i produttori (ERP Extended producer responsibility – Responsabilità estesa del produttore), sulla realizzazione di prodotti capaci di minimizzare la generazione di scarti ed essere facilmente riutilizzati e/o riciclati (Strategia a lungo termine).

Dall’applicazione della normativa del “Pacchetto economia circolare”, al di là del miglioramento della gestione dei rifiuti a livello europeo, ci si aspetta un impatto generalmente positivo per:

  • l’ambiente, tramite una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra;
  • il livello occupazionale, tramite la creazione di nuovi posti di lavoro;
  • l’economia dell’area euro, potendo fungere da volano e contribuire all’aumento del PIL.

Certificazione UNI ISO 45001:2018: adeguamento delle tempistiche in risposta all’emergenza Covid-19.

A seguito delle misure restrittive per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 previste dalla normativa cogente specificatamente emanata, in merito alla certificazione UNI ISO 45001:2018 sono state modificate le seguenti scadenze:

  • Il termine per la migrazione alla norma UNI ISO 45001:2018 (dalla norma OHSAS 18001:2007) è stato posticipato dal 11/03/2021 al 30/09/2021;
  • Dal 30/09/2020, gli Organismi di Certificazione potranno svolgere attività di audit esclusivamente secondo la norma UNI ISO 45001:2018.

Inoltre, gli audit per la migrazione alla norma UNI ISO 45001:2018 (dalla norma OHSAS 18001:2007) potranno essere eseguiti con modalità da remoto.

Lo Studio Bussolari, potendo vantare un’esperienza più che ventennale nel settore, rimane a vostra disposizione per maggiori informazioni in merito alla progettazione ed implementazione di un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro in conformità alla norma UNI ISO 45001:2018.

Aziende attive e disposizioni per il contrasto della diffusione del virus Covid-19

Alle Aziende operanti in comparti produttivi ritenuti essenziali e strategici per l’economia nazionale è concesso lavorare in questo periodo di emergenza sanitaria nazionale dovuto alla diffusione del virus Covid-19, ma, al contempo, a tali Aziende è richiesto il rispetto di diversi obblighi finalizzati proprio al contrasto della diffusione del virus Covid-19.

Tra le varie disposizioni specificatamente richieste alle Aziende attive per contrastare la diffusione del virus Covid-19, contenute in varie circolari emanate dagli enti competenti in materia, le principali sono:

• Definizione di un Comitato di gestione delle disposizioni in questione;

• Definizione di un Piano di pulizia e sanificazione;

• Definizione di regole di accesso ed uso degli ambienti di lavoro da parte del personale aziendale;

• Definizione di regole di accesso per terzi;

Comunicazione delle regole aziendali sulle distanze da rispettare, sull’utilizzo dei DPI e di ogni altra prassi organizzativa implementata finalizzata al contrasto della diffusione del virus Covid-19 (Mezzi di protezione, orari, turni e posti di lavoro, barriere di protezione, ecc.).

In particolare, è bene tenere presente che lo SPISAL (Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza in Ambienti di Lavoro) è incaricato di verificare la corretta applicazione da parte delle Aziende delle disposizioni implementate per il contrasto della diffusione del virus Covid-19.

Diverse importanti scadenze prorogate a causa del virus Covid-19

A causa dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del virus Covid-19 nel territorio nazionale italiano, diverse scadenza relative ad importanti adempimenti che le aziende avrebbero dovuto affrontare in questo periodo sono state prorogate.

Il Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” ha prorogato al 30 giugno 2020:

• La presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) di cui all’articolo 6, comma 2, della legge 25 gennaio 1994, n. 70;

• La presentazione della comunicazione annuale dei dati relativi alle pile e accumulatori immessi sul mercato nazionale nell’anno precedente, di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188;

• La trasmissione dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, industriali e per veicoli ai sensi dell’articolo 17, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188;

• La presentazione al Centro di Coordinamento della comunicazione di cui all’articolo 33, comma 2, del decreto legislativo n. 14 marzo 2014, n. 49;

• Il versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali di cui all’articolo 24, comma 4, del decreto 3 giugno 2014, n. 120.

Inoltre, il Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18 prevede che “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”.

In materia societaria, il Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18, ha prorogato al:
30 giugno 2020 l’approvazione del rendiconto di gestione 2019;
31 luglio 2020 il bilancio di previsione 2020.

Il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 10 marzo 2020 “Proroga delle carte di qualificazione del conducente e dei certificati di formazione professionale ADR, per mancato svolgimento dei corsi di formazione periodica a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” ha prorogato al 30 giugno 2020, per il trasporto sul territorio nazionale, la validità delle carte di qualificazione del conducente e de i certificati di formazione professionale per il trasporto di merci pericolose aventi scadenza dal 23 febbraio al 29 giugno 2020.

Inoltre, a livello regionale, sono state emanate varie direttive inerenti a specifici adempimenti di competenza locale (Per esempio, proroghe di varie comunicazioni ambientali obbligatorie).

S.I.E. Strumentazione Industriale S.r.l. ottiene la certificazione UNI EN ISO 9001:2015

S.I.E. Strumentazione Industriale S.r.l., attiva nel settore delle strumentazioni industriali elettroniche dal 1989, ha brillantemente superato la verifica di certificazione a febbraio 2020 ottenendo la certificazione UNI EN ISO 9001:2015 del proprio Sistema di Gestione per la Qualità applicato alle attività di:
▪ Manutenzione, taratura e commercializzazione di strumenti di misura e relativi ricambi ed accessori, nell’ambito del processo industriale;
▪ Progettazione ed assemblaggio di sistemi di misura per la rilevazione gas.

Il rilascio del certificato UNI EN ISO 9001:2015 avvenuto il 18 febbraio 2020 da parte di SGS Italia S.p.A., uno dei più importanti Organismi di Certificazione operanti a livello internazionale, rappresenta per S.I.E. Strumentazione Industriale S.r.l. un’importantissima fase del percorso di affinamento dei processi aziendali intrapreso dall’Azienda rispetto alle logiche più avanzate di conduzione aziendale.

Il Responsabile del Sistema di Gestione per la Qualità della S.I.E. Strumentazione Industriale S.r.l., in merito al raggiungimento di questo importante obiettivo aziendale, ha commentato con queste parole : “Oggi, 4 marzo 2020, possiamo dire di essere orgogliosi di un risultato raggiunto in tempi rapidi per una attività variegata e complessa come quella di service che ci caratterizza da molti anni, oltre che l’attività di vendita e di progettazione. Questo importante risultato è stato sicuramente sudato e meritato, ma senza il supporto e la professionalità dello Studio Bussolari riteniamo che difficilmente sarebbe stato raggiunto con tanta efficienza e velocità”.

Il Visual Management come strumento di gestione per migliorare l’efficienza Aziendale

Premessa:
In azienda le attività che portano valore nella prospettiva della soddisfazione del cliente (QCD – qualità, costo, delivery) hanno luogo dove vengono svolte le tre attività principali che si ricollegano direttamente al conseguimento dell’utile di bilancio: sviluppo, produzione e vendita. Nessuna azienda può mantenersi se non provvede a queste tre attività fondamentali.
In particolare per gestire efficacemente il processo produttivo occorre:

  • vedere ed eliminare gli sprechi (riduzione dei costi);
  • mettere in evidenza e risolvere i problemi (efficienza);
  • rendere noti gli standard operativi.

La prima ragione del Visual Management è dare visibilità ai problemi (nel luogo di lavoro le anomalie sono all’ordine del giorno!).
La seconda è aiutare gli operatori e i responsabili a mantenersi in contatto diretto con la realtà del luogo dove si svolge l’attività operativa.
La terza ragione del Visual Management è rendere chiari gli obiettivi di miglioramento.

Dare visibilità ai problemi:
Se le anomalie non sono rilevabili facilmente nessuno potrà gestire efficacemente il processo produttivo. Il Visual Management ci rivela a colpo d’occhio la situazione operativa evidenziandone visivamente le eventuali anomalie: il traboccare di contenitori a bordo linea, un carrello lasciato al di fuori dell’area di parcheggio segnata a pavimento ad esso destinata, ecc.
Quando gli operatori hanno la possibilità di “vedere” i problemi e gli effetti del proprio apporto alla soluzione del problema da debellare collaborano meglio e più efficacemente. Tutti i dispositivi visivi sono efficacissimi nel favorire il miglioramento.

Contatto diretto con la realtà del luogo dove si svolge l’attività:
Ciò si realizza con un “quadro” di informazioni, chiaro e facile da interpretare, che rende nota a tutti la schedulazione della produzione e l’effettivo avanzamento; così cosa accade in produzione è sempre chiaro (visibile) per chi si trova a lavorarci. Per esempio i livelli di stock (minimo e massimo) e le locazioni dei materiali sono chiaramente contrassegnati. Affiggere gli STANDARD operativi proprio di fronte alle postazioni operative è Visual Management. Viene allo scopo utilizzata un’ampia gamma di supporti visivi in tutti gli ambiti: bacheca, tabellone di cartone, lavagna magnetica. In quest’epoca questi semplici dispositivi di visualizzazione appaiono in prima battuta desueti all’osservatore occasionale ma in realtà sono dei potenti strumenti dell’organizzazione lean.
Se gli operatori sono nelle condizioni di “vedere” il proprio apporto alla schedulazione operativa risultano anche più produttivi.

Rendere chiari gli obiettivi di miglioramento:
Attraverso una attività di Policy Deployment resa “visiva”, si permette di rendere condivisibili i collegamenti tra le attività di miglioramento (legate agli obiettivi di livello operativo) e la politica di miglioramento adottata per incrementare la soddisfazione del cliente in termini di QCD – qualità, costo, delivery.

Quindi il Visual Management permette di identificare i problemi e di mettere in evidenza gli scostamenti fra la realtà (valori misurati) e le aspettative del cliente (esplicitate negli obiettivi da raggiungere).
È un efficace strumento per motivare gli operatori in produzione a conseguire gli obiettivi fissati dal management e a migliorare la propria performance avendo “a vista” quali sono gli obiettivi da raggiungere e quali progressi sono già stati compiuti in quella direzione.

UNI ISO 38200:2019 – La norma internazionale sulla catena di custodia del legno e dei suoi prodotti

La catena di custodia del legno e dei prodotti a base di legno è da diversi anni oggetto di specifici standard di carattere proprietario, ma con la norma ISO 38200:2018, recepita in Italia dalla UNI ISO 38200:2019, diventa oggetto del sistema di normazione internazionale.

La UNI ISO 38200 fornisce una metodologia strutturata per la tracciabilità del legno e dei prodotti a base legno lungo tutta la filiera del legname, al fine di garantire l’utilizzo di risorse provenienti da fonti legali.

La UNI ISO 38200 si applica al legno ed ai prodotti a base di legno derivanti da trattamenti meccanici, chimici, biologici, termici e loro combinazioni, costituiti da:
▪ Legno;
▪ Prodotti a base di legno;
▪ Carta;
▪ Sughero;
▪ Prodotti a base di sughero;
▪ Materiali lignificati diversi dal legno (Es. Bambù);
▪ Prodotti a base di materiali lignificati.

La UNI ISO 38200 prevede che il materiale possa essere definito come:
“Verificato” (Evidenze della conformità ai requisiti di un Sistema di Due Diligence – DSS);
“Specificato” (Evidenza della conformità a specifici requisiti, documentati e pubblici, stabiliti da organizzazioni);
“Certificato” (Evidenza della conformità ad uno schema di certificazione);
“Riciclato” (In caso di materiale riciclato o comunque deviato dal diventare rifiuto).

Pertanto, la UNI ISO 38200 permette alle organizzazioni di assicurare e dimostrare una gestione dei materiali di origine forestale responsabile e conforme alla legge, infatti prevede l’applicazione di un Sistema di Due Diligence (DSS) basato su metodologie di valutazione dei rischi relativi al materiale che entra nella catena di custodia.

La UNI ISO 38200 si basa sulla tracciabilità dei prodotti di legno ed a base di legno lungo tutta l’intera filiera di approvvigionamento fino alla vendita dei prodotti finali, ma non si applica alla gestione forestale.

La UNI ISO 38200 è articolata in 9 sezioni:
1) Scopo;
2) Riferimenti normativi;
3) Termini e definizioni;
4) Requisiti generali;
5) Requisiti organizzativi;
6) Materiale in entrata;
7) Sistema di Due Diligence;
8) Sistema di controllo della catena di custodia;
9) Informazioni in uscita.

In particolare, la UNI ISO 38200 prevede attività di audit interno e di riesame della direzione, ma non richiede attività di audit di seconda e terza parte.