Management

EGO e LEADERSHIP

Che cosa “attrae” una “risorsa” verso un’azienda? Un dipendente è attratto dai vantaggi, dalla cultura e dalla reputazione che un’azienda può offrire.

Che cosa determina il fatto che una “risorsa” rimanga o meno?  Che cosa determina una buona performance della “risorsa”? La responsabilità in questo caso è della leadership interna.

Una leadership piena ed adulta ha un solo nemico da temere: il proprio ego.

In realtà sembra assurda questa affermazione perché l’ego spesso rappresenta il primo gradino del successo. Difficilmente infatti persone deboli, non determinate, non sicure di sé stesse sono selezionate dalle aziende per ricoprire posizioni di responsabilità.

Nel dizionario infatti, l’ego è definito come: la propria persona, la nostra identità, la coscienza di essere chi siamo, l’immagine che ci siamo fatti di noi, la nostra rappresentazione del mondo, la pulsione interiore che ci fa difendere le nostre convinzioni.

Possederne una certa quantità quindi è una cosa buona, ma è quando l’ego aumenta troppo che si verificano i primi problemi.

Avere un “giusto “ego è quindi necessario ma se un ego cresce troppo fino a prevalere troppo la sua azione di controllo sull’individuo può determinare il blocco della crescita personale perché imprigiona la persona nel suo schema di convinzioni portandola ad agire nell’unico modo in cui potrà influenzare la realtà.

L’importante sta nel capire quando è il momento di fermarsi e lasciare che la tua parte di leader prevalga sull’ego.

Leader con Ego troppo accentuato rischiano di sentirsi superiori, creano un divario con il resto del team che sarà difficile da sanare. Schiavi del proprio schema e sistema di convinzioni, questi leader spesso si perdono nell’essere troppo focalizzati su sé stessi e su quella che credono essere la “realtà”, presentano poca accettazione alle critiche e poca disponibilità nell’ascoltare le opinioni altrui.

“Perdere” l’ego è impossibile, ma capire quanto influisce sulla tua leadership e quindi sulle performance del tuo team è indispensabile.

Tendi ad isolarti dal resto del team?

Fai di tutto per mostrare la tua intelligenza e la tua competenza?

Vuoi avere il controllo su tutto perché non ti fidi?

Ti chiedi perché dovresti perdere del prezioso tempo a “parlare” con i tuoi dipendenti?

Pensi che le riunioni siano spesso inutili?

Trovi che le idee del tuo team siano “buone” ma che serva sempre il tuo “tocco”?

Pensi che non potrai mai “delegare” con serenità?

Temi che i tuoi dipendenti “battano la fiacca” quando non sei presente?

Devi sapere che alle persone non piace essere guidate in questo modo.

Ad un team serve un dialogo che possa arricchire tutte le persone; un ambiente di lavoro in cui si possa parlare apertamente è un luogo dove i risultati vengono da sé. A volte ti basterebbe un semplice apprezzamento verso un buon risultato ottenuto per creare un clima di cooperazione.

Cosa serve quindi? Serve diventare dei leader emotivamente intelligenti, serve cioè lavorare su sé stessi.

Serve capire quali sono i propri punti di forza e quali sono i propri limiti. Serve apprendere come migliorare i lati più spigolosi del proprio carattere.

L’efficacia nella leadership si basa principalmente su come ci si vede.

Avere un’alta autostima è un punto a proprio favore, l’importante è non andare oltre superando quei confini che porterebbero ad un ego troppo sviluppato, ad un ego che non sa più cosa significano empatia, saper creare motivazione, saper ascoltare, co-creare obiettivi di eccellenza, fidelizzare….

L’equilibrio deve essere ricercato all’interno, con coraggio, con apertura, con curiosità …

Solo così si potrà contrastare l’egotismo nella leadership e sviluppare gli strumenti dell’autorevolezza.

Il Visual Management come strumento di gestione per migliorare l’efficienza Aziendale

Premessa:
In azienda le attività che portano valore nella prospettiva della soddisfazione del cliente (QCD – qualità, costo, delivery) hanno luogo dove vengono svolte le tre attività principali che si ricollegano direttamente al conseguimento dell’utile di bilancio: sviluppo, produzione e vendita. Nessuna azienda può mantenersi se non provvede a queste tre attività fondamentali.
In particolare per gestire efficacemente il processo produttivo occorre:

  • vedere ed eliminare gli sprechi (riduzione dei costi);
  • mettere in evidenza e risolvere i problemi (efficienza);
  • rendere noti gli standard operativi.

La prima ragione del Visual Management è dare visibilità ai problemi (nel luogo di lavoro le anomalie sono all’ordine del giorno!).
La seconda è aiutare gli operatori e i responsabili a mantenersi in contatto diretto con la realtà del luogo dove si svolge l’attività operativa.
La terza ragione del Visual Management è rendere chiari gli obiettivi di miglioramento.

Dare visibilità ai problemi:
Se le anomalie non sono rilevabili facilmente nessuno potrà gestire efficacemente il processo produttivo. Il Visual Management ci rivela a colpo d’occhio la situazione operativa evidenziandone visivamente le eventuali anomalie: il traboccare di contenitori a bordo linea, un carrello lasciato al di fuori dell’area di parcheggio segnata a pavimento ad esso destinata, ecc.
Quando gli operatori hanno la possibilità di “vedere” i problemi e gli effetti del proprio apporto alla soluzione del problema da debellare collaborano meglio e più efficacemente. Tutti i dispositivi visivi sono efficacissimi nel favorire il miglioramento.

Contatto diretto con la realtà del luogo dove si svolge l’attività:
Ciò si realizza con un “quadro” di informazioni, chiaro e facile da interpretare, che rende nota a tutti la schedulazione della produzione e l’effettivo avanzamento; così cosa accade in produzione è sempre chiaro (visibile) per chi si trova a lavorarci. Per esempio i livelli di stock (minimo e massimo) e le locazioni dei materiali sono chiaramente contrassegnati. Affiggere gli STANDARD operativi proprio di fronte alle postazioni operative è Visual Management. Viene allo scopo utilizzata un’ampia gamma di supporti visivi in tutti gli ambiti: bacheca, tabellone di cartone, lavagna magnetica. In quest’epoca questi semplici dispositivi di visualizzazione appaiono in prima battuta desueti all’osservatore occasionale ma in realtà sono dei potenti strumenti dell’organizzazione lean.
Se gli operatori sono nelle condizioni di “vedere” il proprio apporto alla schedulazione operativa risultano anche più produttivi.

Rendere chiari gli obiettivi di miglioramento:
Attraverso una attività di Policy Deployment resa “visiva”, si permette di rendere condivisibili i collegamenti tra le attività di miglioramento (legate agli obiettivi di livello operativo) e la politica di miglioramento adottata per incrementare la soddisfazione del cliente in termini di QCD – qualità, costo, delivery.

Quindi il Visual Management permette di identificare i problemi e di mettere in evidenza gli scostamenti fra la realtà (valori misurati) e le aspettative del cliente (esplicitate negli obiettivi da raggiungere).
È un efficace strumento per motivare gli operatori in produzione a conseguire gli obiettivi fissati dal management e a migliorare la propria performance avendo “a vista” quali sono gli obiettivi da raggiungere e quali progressi sono già stati compiuti in quella direzione.

IMPRIMA S.r.l. – Certificazione IATF 16949:2016

IMPRIMA S.r.l., è una Azienda del Gruppo Imprima Sistema. Il gruppo è composto da imprese che operano in totale sinergia per identificare e curare l’immagine dei prodotti e delle stesse Aziende Clienti.

IMPRIMA S.r.l. offre al mercato un’esperienza pluridecennale nel settore dell’identificazione automatica, prestando da sempre una particolare attenzione alle innovazioni di prodotto, tecnologiche ed organizzative, ed oggi si fregia anche del certificato di conformità allo standard IATF 16949:2016 per il proprio Sistema di Gestione per la Qualità relativo alla stampa di etichette autoadesive e multiple mediante i processi di serigrafia e tipografia per l’industria automotive, rilasciato da uno dei più importanti Organismi di Certificazione operanti a livello internazionale.

IMPRIMA S.r.l. ha brillantemente superato la verifica di certificazione ed il 15 maggio 2018 TÜV SÜD ha rilasciato il documento che rappresenta il coronamento di un percorso di affinamento dei processi aziendali, da parte del Management dell’Azienda, rispetto alle logiche più avanzate di conduzione aziendale.

Stephen Covey: più attuale che mai!

Stephen Richards Covey (Salt Lake City, 24 ottobre 1932 – Idaho Falls, 16 luglio 2012) è stato un educatore, scrittore e uomo d’affari statunitense. Divenne celebre a livello internazionale per la sua pubblicazione The seven Habits of Highly Effective People, libro che ebbe uno straordinario successo.

Le idee di Stephen continueranno a influenzare fortemente la nostra vita e quella di milioni di persone.

Leggendo “Le 7 regole per avere successo”, si riesce a vedere il mondo con lenti diverse, o meglio con paradigmi diversi, come amava scrivere lui.

Inizieremo un “viaggio” insieme, un viaggio in cui rifletteremo a lungo sulla potenza delle teorie, dei suoi modelli e delle sue parole, parole che accompagnano verso un inevitabile “cambiamento”, un pervasivo e duraturo “cambio di paradigma”.

Perché, per dirla con parole sue, non abbiamo bisogno di cerotti o zucchero filato per poter essere degli imprenditori di “successo” ma di far leva sulla nostra missione (“inizia pensando dalla fine“), sulla nostra responsabilità (che ci porta ad essere “proattivi“) e sui nostri “principi“ e virtù, a iniziare da:

CORAGGIO: “il padre di tutte le virtù” e da: UMILTÀ: la madre delle virtù”. Come li definiva il grande Stephen.

A presto!!

La nuova struttura degli standard internazionali in materia di sistemi di gestione

I principali standard internazionali in materia di sistemi di gestione (Es. ISO 9001, ISO14001, OHSAS 18001 ed ISO 22000), stanno affrontando percorsi di revisione paralleli al termine dei quali, ognuno, con le proprie tempistiche dovuto al diverso avanzamento dei lavori dei vari gruppi tecnici deputati al loro sviluppo, dovrebbero avere un importante elemento comune: la struttura.

Le nuove edizioni degli standard ISO 9001 ed ISO 14001, rispettivamente in materia di Sistemi di Gestione per la Qualità e Sistemi di Gestione Ambientale, al momento stanno affrontando le fasi intermedie del percorso di approvazione e la loro pubblicazione definitiva è prevista per settembre 2015 per il primo e per giugno 2015 per il secondo.

Per quanto riguarda i Sistemi di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, la ISO – International Organization for Standardization, ispirandosi allo standard OHSAS 18001, sta elaborando la propria norma in materia (ISO 45001) che dovrebbe essere pubblicata nella sua versione definitiva ad ottobre 2016.

Infine, per quanto riguarda la ISO 22000, standard relativo ai requisiti dei Sistemi di Gestione per la Sicurezza Alimentare, dedicato alle organizzazioni della filiera alimentare, la pubblicazione definitiva della nuova edizione è prevista per il 2017.

Al di là dalle considerazioni che, al momento, possono essere fatte in base alla fase del percorso di emissione che i vari standard stanno affrontando, l’aspetto che li accomuna è la struttura generale a cui si rifaranno, cioè la cosiddetta High Level Structure, codificata dalle direttive ISO (Specificatamente Annex SL of ISO/IEC Directives, Part 1, Consolidated ISO Supplement, 2013) e che prevede le seguenti sezioni:
1. Scopo
2. Riferimenti normativi
3. Termini e definizioni
4. Contesto dell’organizzazione
5. Direzione
6. Pianificazione
7. Supporto
8. Funzionamento
9. Valutazione delle prestazioni
10. Miglioramento

La High Level Structure – HLS (indicata anche con Annex SL) ha lo scopo di migliorare l’utilizzo degli standard in materia di sistemi di gestione, affinché possa essere facilitata la comprensione degli stessi ed agevolata la progettazione, l’implementazione,l’ attuazione, il controllo e l’integrazione dei sistemi di gestione.

Il ricorso ad una struttura generale unificata per gli standard in materia di sistemi di gestione, rappresenta un’importante opportunità per le organizzazioni; essa agevola le organizzazioni ad adottare efficaci modelli organizzativi, riconosciuti a livello internazionale, anche in un’ottica di integrazione gestionale, al fine di adottare complessivamente uno strumento capace di governare più ambiti dell’impresa, ottimizzando gli aspetti strategici e prevenendo i rischi per il business.

Il panorama normativo in materia di sistemi di gestione sta vivendo un’importante fase di evoluzione e vivrà prossimamente, con la pubblicazione definitiva delle nuove edizioni degli standard, momenti significativi anche per gli aspetti di carattere più operativo ed applicativo.
A tal proposito, potrai trovare un adeguato supporto informativo seguendoci, avendo così modo di usufruire di specifiche informazioni dedicate ai vari schemi.

ALLUVIONE gennaio 2014 – TROMBE D’ARIA maggio 2013 – aprile 2014 Regione Emilia-Romagna: ORDINANZA N. 6 del 10.07.2014

L’ambito geografico di intervento dell’Ordinanza è limitato ai seguenti Comuni:
1. Alluvione 17 e 19 gennaio 2014: Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Finale Emilia, Medolla, San Felice sul Panaro, San Prospero, Modena (limitatamente alle frazioni di Albareto, La Rocca, Navicello, San Matteo).
2. Tromba d’aria 3 maggio 2013:
– Provincia di Bologna (Argelato, Bentivoglio, San Giorgio in Piano, San Pietro in Casale)
– Provincia di Modena (castelfranco Emilia, Mirandola)
3. Tromba d’aria 30 aprile 2014: Nonatola, Castelfranco Emilia e San Cesario sul Panaro

BENEFICIARI
Imprese attive, appartenenti a qualsiasi settore e situate nei Comuni interessati, che devono sostenere spese di ripristino per l’immobile, i beni strumentali e/o le scorte funzionali alla ripresa ovvero alla continuità dell’attività economica.
Può inoltre richiedere il contributo il soggetto (anche persona fisica) che è proprietario ovvero è tenuto a sostenere le spese dell’intervento e detiene la disponibilità dell’immobile o del bene o del prodotto da risarcire. La destinazione ad uso produttivo, ancorché parziale, deve comunque risultare nell’arco dei 36 mesi precedenti l’evento e deve poter essere confermata per il futuro.

INIZIATIVE AMMISSIBILI
Sono tutte finalizzate al recupero della piena funzionalità per le attività d’impresa e ricomprendono le seguenti distinte tipologie:
1. riparazione e ripristino di immobili danneggiati e ricostruzione di quelli distrutti;
2. riparazione e riacquisto dei beni mobili strumentali, compresi impianti, macchinari (purché presenti nel libro dei beni ammortizzabili o nel libro inventario o, per le aziende che non hanno tali obblighi, comunque presenti in documenti contabili o altri registri) e beni mobili registrati se può essere prodotta copia di un certificato di rottamazione ovvero di una denuncia di perdita;
3. ricostruzione delle scorte, vive o morte (materie prime e sussidiarie, mezzi tecnici di produzione e animali di allevamento, semilavorati e prodotti finiti connessi all’attività d’impresa);
4. danni economici subiti dai prodotti;
5. ripristino dei terreni agricoli, degli impianti arborei produttivi compresi i mancati redditi, delle infrastrutture aziendali (strade poderali, interpoderali e attraversamenti, ecc.);
6. perdita di reddito dovuta alla distruzione della produzione agricola.

L’accertamento e la quantificazione dei danni devono essere comprovati tramite perizia asseverata.
I progetti, che possono essere stati avviati immediatamente dopo l’evento calamitoso, devono completarsi entro il 30 giugno 2015.

TIPOLOGIE DI CONTRIBUTO PREVISTE
L’Ordinanza riconosce le seguenti misure di contributo a fondo perduto, differenziate a seconda della tipologia di intervento:
1. fino al 100% dei costi ammissibili;
2. fino all’80% dei costi ammissibili (valore di sostituzione o spese di ripristino se inferiori al 70% della sostituzione), al netto dell’eventuale valore di realizzo derivante dalla vendita del bene inutilizzabile;
3. fino al 60% dei costi ammissibili; occorrerà accertare la quantità dei beni presenti al momento dell’evento e stimarne il valore di mercato (costo di sostituzione/riacquisto ovvero valore netto di realizzo, a seconda della tipologia di scorta), al netto di eventuali realizzi; si sottolinea la necessità di provvedere al riacquisto/ripristino;
4. fino al 60% dei costi ammissibili;
5. fino all’60% dei costi ammissibili;
6. fino al 60% dei costi ammissibili.

E’ prevista la cumulabilità di questi contributi con le agevolazioni del cd. DL Ecobonus (riqualificazione energetica degli immobili).
Nel caso di indennizzi assicurativi, la percentuale di contributo si calcola sulla differenza tra i costi dell’intervento e gli indennizzi stessi.
Per i beni in leasing, occorre verificare con attenzione le clausole del contratto per stabilire a chi spetti la titolarità della domanda di contributo.

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE
Le domande di concessione devono essere presentate contestualmente alla documentazione di spesa relativa al saldo degli interventi realizzati, entro e non oltre il: 28 febbraio 2015.

Se l’azienda prevede di realizzare ulteriori interventi dovrà presentare, assieme alla domanda, una specifica istanza preliminare che quantifichi il danno che ci si appresta a riparare.

Grande interesse per il seminario “Intelligenza Emotiva, il coraggio di cambiare nel Business”

Lo scorso 10 aprile 2014 Studio Bussolari, in collaborazione con un importante Istituto Bancario, ha organizzato un momento di incontro con imprenditori e manager di aziende per relazionare su importanti esperienze maturate nel settore dell’Intelligenza Emotiva applicata alle dinamiche aziendali.
Una Consulente dello Studio Bussolari, la Dott.ssa Silvana Cassandro professionista dalle competenze certificate a livello internazionale, ha illustrato come la mente umana reagisca, razionalmente ed emotivamente, di fronte al cambiamento.
Gli studi sull’Intelligenza Emotiva, applicati alla realtà aziendale, possono aiutare a gestire positivamente le emozioni che sempre si associano al cambiamento, tramutando paura in coraggio e frustrazione in entusiasmo.
Gli imprenditori ed i manager intervenuti in rappresentanza di oltre trenta importanti realtà aziendali, hanno espresso grande interesse per l’argomento presentato, mostrando di avere compreso come una corretta e consapevole gestione degli aspetti emotivi del comportamento umano possa rappresentare una carta vincente in una fase storica del mercato caratterizzata da forti cambiamenti.
La serata, svoltasi presso gli accoglienti locali dell’Azienda Giulio Barbieri, si è conclusa con una piacevole Cena-Buffet di altissima qualità organizzata da fuoriROSA.

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Project Management

La frenesia del cambiamento: È inutile andare al massimo se si va nella direzione sbagliata!

Da nostre indagini è emerso che: -Il 19% dei progetti mancano l’obiettivo gravemente o falliscono; -Il 55% dei progetti raggiungono l’obiettivo in modo parziale o non soddisfacente; -Il 26% dei progetti vanno a buon fine raggiungendo l’obiettivo reale. Le possibili conseguenze del mancato raggiungimento degli obiettivi di un progetto sono molteplici: pregiudizio della soddisfazione e conseguenza perdita di clienti; perdita economica considerevole a fronte di mancati utili; lancio in ritardo di prodotti e/o servizi; perdita di credibilità e dell’immagine aziendale; efficienza ed efficacia aziendale compromesse; difficoltà di gestione dei conflitti interni sia a carattere interpersonale che funzionali e di gruppo e ….. molto altro ancora… Cosa non fare? Continuare come se nulla fosse successo; imporre procedure dall’alto; richiedere risorse aggiuntive… e così… tutto rimane come prima… Allora, cosa fare? Migliorare la propria capacità di gestire e diffondere la cultura di governo dei progetti, ovvero, in poche parole applicare le tecniche di Project management Lo Studio Bussolari, grazie alla decennale esperienza dei propri consulenti, offre percorsi formativi interattivi finalizzati all’apprendimento ed all’applicazione in campo delle tecniche di Project Management. I percorsi formativi sono strutturati attraverso la trattazione dei seguenti argomenti: 1) Introduzione al Project Management: approccio per progetti; cos’è un progetto; classificare i progetti; modello metodologico pm; ambito organizzativo. 2) Le quattro aree funzionali del progetto: attività; risorse; tempi; costi. 3) Impostazione e processi: analisi dell’ambiente organizzativo; studio dei preliminari; definizione dei processi. 4) La pianificazione: analisi operativa e previsionale; fattori chiave per i risultati; indicatori di performance; obiettivi generali e operativi; piani di attuazione e i processi di sviluppo; budget e la valutazione economica. 5 )Il controllo: processo di controllo; previsione stato di avanzamento; indici di avanzamento; reporting. 6) Ruoli tipici del Project Management: Project manager, Project engineer, Project controller; scelta attribuzione e definizione delle risorse; responsabilità, compiti, competenze organizzative e metodologiche; ruolo del project manager.

“Lavorare bene non significa non avere più problemi, ma non aver più quelli dell’anno prima”. (John Foster Dulles)

 

Sistema di Gestione Integrato

Lo Studio Bussolari propone un approccio sistemico delle principali aree organizzative aziendali basato sulle disposizioni definite dai principali standard di riferimento a livello internazionale, promuovendo modelli organizzativi per: – Sistemi di Gestione per la Qualità (Uni En Iso 9001:2008); – Sistemi di Gestione Ambientale (Uni En Iso 14001:2004 e Regolamento Emas III); – Sistemi di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro (Ohsas 18001 e Linee Guida Uni-Inail); – Sistemi di Gestione dell’Energia (Iso 50001:2011). Tali aree organizzative presentano necessariamente svariati ed intrinsechi punti di contatto, oltre ad identificare elementi fondamentali e strategici per potersi assicurare durevoli e soddisfacenti condizioni lavorative in una realtà economica come quella odierna, in cui la competitività è determinata dall’intera organizzazione aziendale. Lo Studio Bussolari punta sull’integrazione dei sistemi di gestione Qualità- Ambiente- Energia- Sicurezza sul Lavoro affinché possano essere minimizzati gli sforzi, massimizzati i risultati e garantiti elevati livelli di efficienza. Inoltre, lo Studio Bussolari, potendo contare su significative esperienze passate ed attuali, si propone come partner ideale per la progettazione, implementazione ed integrazione di sistemi di gestione specifici: Settore Alimentare: – Sistema di gestione per la Sicurezza Alimentare (Iso 22000:2005); – Rintacciabilità nelle filiere agroalimentari (Iso 22005:2008); – Gsfs (Brc) ed Ifs; Settore Industriale: – Sistemi di Qualifica dei processi di saldatura (Uni En Iso 3834:2006); Settore Medico: – Sistemi di Gestione per la Qualità dei dispositivi medici (Uni En Iso 13485:2004); Responsabilità Sociale: – Sistemi di Gestione per la Responsabilità Sociale (Sa 8000); Responsabilità Amministrativa: – Sistema di Gestione della Responsabilità Amministrativa.

 

Gestione del Rischio di Commissione Reati

Il Decreto legislativo 231/01, ha introdotto la responsabilità amministrativa a carico delle persone giuridiche (società e associazioni, anche prive di personalità giuridica), per taluni reati commessi da persone fisiche operanti al loro interno. La responsabilità amministrativa si applica ad un numero molto ampio di reati: societari, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, di corruzione e di concussione, informatici e sulla sicurezza sul lavoro. Inoltre è assai probabile l’imminente estensione ai reati ambientali. Le persone fisiche che possono compiere reati all’interno di un’organizzazione sono numerose (direzione, amministrazione, ma anche dipendenti e collaboratori) e le sanzioni sono estremamente pesanti, fino ad arrivare a sospensione/revoca di autorizzazioni, all’interdizione dello svolgimento delle attività, al divieto di pubblicizzare beni e servizi. Il modello organizzativo previsto dal Decreto legislativo 231/01, la cui adozione ed attuazione esime dalla responsabilità dei reati, assume, quindi, una forte valenza di prevenzione dei rischi, al pari dei sistemi di certificazione volontari Iso 9001, Iso 14001 e Ohsas 18001, con i quali condivide le medesime tipologie di strumenti organizzativi, documentali e di processo. Tale modello organizzativo è adattabile ad organizzazioni di qualsiasi grandezza (grande, media e piccola impresa). I due principali momenti che devono essere intrapresi dall’organizzazione per l’implementazione del modello organizzativo previsto dal Decreto legislativo 231/01 sono: – Adozione ed attuazione di modelli organizzativi, di gestione e di controllo idonei a prevenire la commissione di illeciti penali; – Istituzione di un organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo (che per soggetti di piccole dimensioni è riconducibile all’Organismo Dirigente).