Management

Intelligenza Emotiva – Una nuova risorsa per vincere la crisi!

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Spesso i ruoli all’interno di un’azienda richiedono di andare ben oltre la gestione tecnica e/o operativa, vengono richiesti la capacità di rappresentare all’interno o all’esterno, le linee guida, le strategie di intervento e gli obiettivi dell’impresa. Questo, tradotto sinteticamente, significa confrontarsi con ostacoli a livello logistico, concettuali o di organizzazione; con la gestione delle risorse umane; con il dover percorrere a ritmi sempre più accelerati ed incalzanti il percorso per arrivare agli obiettivi richiesti.
Cosa porta tutto questo, su un piano personale e professionale, nel tempo?
Quali competenze professionali, ma soprattutto, quali competenze  interiori  è utile sviluppare per far fronte a queste esigenze?
Come fare a mantenere un equilibrio interno tra aspirazioni e realizzazione, tra il bisogno di certezze e prevedibilità e la necessità di accogliere le innovazioni e il rischio, tra la vita professionale e quella privata?

Che cos’è l’Intelligenza Emotiva (IE)?
L’intelligenza emotiva è la capacità di comprendere le emozioni proprie e degli altri, utilizzare le emozioni per scelte importanti, gestire le proprie emozioni e quelle delle persone attorno a noi. Possedere questa “sensibilità” ci consente di affrontare il quotidiano in modo più efficace senza restare intrappolati nella morsa dei nostri sequestri emotivi che, il più delle volte, rischiano di farci perdere di vista la realtà. Essere emotivamente intelligenti quindi, ci aiuta a gestire al meglio la nostra vita lavorativa e privata nel rapporto con gli altri.

Materiale di approfondimento:
– Intelligenza Emotiva,una risorsa per vincere la crisi! – Scheda di dettaglio
– Intelligenza Emotiva, Business case – Presentazione
– Analfabeti Emotivi??? – Articolo

Consulenza direzionale

ic_Managemente“Se funziona non cercare di aggiustarlo” In ciò possiamo leggere una delle cause del declino di molte economie occidentali: i dirigenti si preoccupano unicamente di risolvere i loro problemi. Nel migliore dei casi questa prassi conduce semplicemente al punto di partenza, ovvero dove ci trovavamo prima che si presentasse il problema. Chi invece è in grado di apportare miglioramenti anche in assenza di problemi riesce ad accumulare un notevole vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti. Perdiamo mercato e non siamo più competitivi? E allora cosa fare? Se continuiamo a fare le stesse cose di sempre i risultati saranno gli stessi. Dovremo affrontare le cose urgenti e importanti e con possibilità di soluzione in modo razionale e organizzato. Necessario pertanto diviene un percorso che analizzi e corregga le storture che sono nel sistema aziendale e che non sono più compatibili con l’elevato grado di competitività che contraddistingue i mercati. Molte sono le cose da fare. Alcune di queste sono determinanti e vanno fatte subito. Ma come? – I nostri prodotti e servizi sono inadeguati per il mercato? è necessario Innovare (Analisi funzionale, Swot, etc…); – I nostri prodotti e servizi sono inaffidabili per il mercato? Occorre Prevenire, ( Fmeca, tecniche di prevenzione, etc…); – I nostri prodotti e servizi sono difettosi per il mercato? Dobbiamo Correggere (Problem solving). Occorre intervenire in molteplici settori: – Competenze – Specialistiche per svolgere adeguatamente le proprie attività e il proprio ruolo; – Gestionali e organizzative per integrare e armonizzare le attività in funzione degli obiettivi; – Relazionali nei rapporti con le persone e nella capacità di influenzare e motivare gli individui. – Problem solving e Fmeca – Individuazione dei problemi; – Individuazione delle attività o processi coinvolti; – Determinazione delle cause e degli effetti quantificati; – Soluzioni e benefici. – Finalità-obiettivi – Pianificazione strategica e operativa; – Analisi operativa; – Settori chiave per i risultati; – Obiettivi operativi; – Piani di azione; – Budget; – Report, responsabilità e risultati. Quando le “viti allentate” sono molte l’approccio non può che essere sistemico.

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Cliente – Tecniche di vendita

ic_ManagementeFinalità:
– Ripensare al proprio ruolo sia nei rapporti con l’azienda che nei rapporti con il cliente; – Rinforzare la motivazione e la comunicazione nelle attività di vendita; – Ridefinire nuove competenze e nuovi obiettivi, per stabilire un rapporto di fiducia con il cliente consolidato nel tempo, ma anche un nuovo “modo di essere” che identifichi valori condivisi. – Migliorare le proprie capacità di vendita, attraverso la comprensione delle aspettative del cliente, una relazione personale efficace ed autentica. Il corso ha l’obiettivo di fornire suggerimenti e spunti direttamente applicabili nell’attività di vendita consentendo di sperimentare l’applicazione e discutere le esperienze vissute per rafforzare l’apprendimento attivo. – Definire una proposta personalizzata attraverso la costruzione di un percorso modulare; “terapia” sulla base di “analisi e diagnosi “ della realtà aziendale.
Argomenti: – La comunicazione umana. Fondamenti base della comunicazione interpersonale, comunicazione e significato, comunicazione verbale e non verbale; L’ascolto, Test di autovalutazione sulla comunicazione e ascolto. – Orientamento al cliente; Analisi funzionale dei bisogni del cliente; Teoria dei bisogni (Maslow); I bisogni palesi e latenti. – Scheda processo di vendita. Fasi di vendita. Fasi di contenuto, e fasi di relazione: la preparazione, l’approccio, l’intervista, la trattativa, le obiezioni, proposta, accordo, conclusione, postvendita, autovalutazione; Prodotto: caratteristiche, affermazione, vantaggi. – Le tipologie di vendita: distributiva, manipolativa, persuasiva, partecipativa; la consulenza di vendita. Lo spazio interattivo: il Cliente, il Venditore, l’Oggetto.Il modello. Il venditore consulente: da tecnico a consulente del cliente; Le competenze e le abilità. – Tecniche di negoziazione, Stili relazionali; Lo stile relazionale e l’atteggiamento del venditore; Esperienza e personalità del venditore; Gli stili cognitivi del cliente. – Tecniche di psicolinguistica, teoria del colore e della forma. – Fare domande: domande chiuse, domande aperte. – Abilità argomentative e persuasive; Persuasione e condotta di acquisto. Le posizioni percettive. – La perdita dei clienti: diagramma causa effetto. – Reazione alle critiche; La gestione dei reclami, Tipologie di clienti: aggressivo, passivo, etc… – La comunicazione telefonica. – Il decalogo del cliente. – La customer satisfaction.
Modalità: Didattica interattiva, lavoro di gruppo, collegamento via e-mail con la docenza per l’avanzamento lavoro di Didattica interattiva e orientata ai risultati, con contenuti ed esercitazioni definiti sulla base delle reali esigenze dei partecipanti. Lavoro di gruppo con scambio e approfondimento delle esperienze. Durante il corso è attivo il collegamento con la docenza, attraverso il sito Web, per un servizio di assistenza avanzamento del lavoro di training e di follow-up.
Materiali: Cd e dispense con programma didattico. Filmati con videocamera dei role playing. Cd di fine corso. Schede opera- tive. Test di autoanalisi. Esercitazioni. Bibliografia.
Destinatari: Dirigenti Quadri e Dipendenti del settore commerciale e di venita che vogliono migliorare il proprio stile professionale e personale attraverso l’impegno creativo nel miglioramento e nell’innovazione dell’impresa e nel rappor to con il cliente.

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Tecniche creative e di Problem solving

ic_ManagementeFinalità:
– Fornire conoscenze fondamentali per far emergere il potenziale creativo nei partecipanti; – Sviluppare la capacità di creare nuove idee e soluzioni originali in modo utile, portando a soluzioni efficaci e vantaggiose; – Acquisire tecniche creative per poter sviluppare nel lavoro idee nuove e originali fuori dagli schemi.
Argomenti: – Significato di creatività tra originalità, problem solving e apertura al riconoscimento degli altri; – Mappe mentali e logiche creative; – Credenze e convinzioni: resistenza e difficoltà al cambiamento; – Uscire dagli schemi: pensiero verticale e pensiero laterale; – Stimolazioni creative: tecniche di creatività; – Il pensiero rovesciato; – Tecniche di brainstorming; – Tecniche di problem solving in gruppo; – Tecnica del caos, disordine, catastrofe per sviluppare la progettazione della prevenzione.
Modalità: Didattica interattiva, lavoro di gruppo, collegamento via e-mail con la docenza per l’avanzamento del lavoro di training, esercitazioni.
Materiali: Cd e dispense con programma didattico; Filmati con videocamera dei role playing; Cd di fine corso; Schede operative; Test di autoanalisi; Esercitazioni; Bibliografia.
Destinatari: Imprenditori, Dirigenti, Quadri, Professional, Venditori, Operatori del front-line e Dipendenti che vogliono migliorare il proprio stile di gestione dei rapporti professionali e personali nell’organizzazione dell’impresa.

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Project management

ic_ManagementeLa frenesia del cambiamento: È inutile andare al massimo se si va nella direzione sbagliata!

Da nostre indagini è emerso che: -Il 19% dei progetti mancano l’obiettivo gravemente o falliscono; -Il 55% dei progetti raggiungono l’obiettivo in modo parziale o non soddisfacente; -Il 26% dei progetti vanno a buon fine raggiungendo l’obiettivo reale. Le possibili conseguenze del mancato raggiungimento degli obiettivi di un progetto sono molteplici: pregiudizio della soddisfazione e conseguenza perdita di clienti; perdita economica considerevole a fronte di mancati utili; lancio in ritardo di prodotti e/o servizi; perdita di credibilità e dell’immagine aziendale; efficienza ed efficacia aziendale compromesse; difficoltà di gestione dei conflitti interni sia a carattere interpersonale che funzionali e di gruppo e ….. molto altro ancora… Cosa non fare? Continuare come se nulla fosse successo; imporre procedure dall’alto; richiedere risorse aggiuntive… e così… tutto rimane come prima… Allora, cosa fare? Migliorare la propria capacità di gestire e diffondere la cultura di governo dei progetti, ovvero, in poche parole applicare le tecniche di Project management Lo Studio Bussolari, grazie alla decennale esperienza dei propri consulenti, offre percorsi formativi interattivi finalizzati all’apprendimento ed all’applicazione in campo delle tecniche di Project Management. I percorsi formativi sono strutturati attraverso la trattazione dei seguenti argomenti: 1) Introduzione al Project Management: approccio per progetti; cos’è un progetto; classificare i progetti; modello metodologico pm; ambito organizzativo. 2) Le quattro aree funzionali del progetto: attività; risorse; tempi; costi. 3) Impostazione e processi: analisi dell’ambiente organizzativo; studio dei preliminari; definizione dei processi. 4) La pianificazione: analisi operativa e previsionale; fattori chiave per i risultati; indicatori di performance; obiettivi generali e operativi; piani di attuazione e i processi di sviluppo; budget e la valutazione economica. 5 )Il controllo: processo di controllo; previsione stato di avanzamento; indici di avanzamento; reporting. 6) Ruoli tipici del Project Management: Project manager, Project engineer, Project controller; scelta attribuzione e definizione delle risorse; responsabilità, compiti, competenze organizzative e metodologiche; ruolo del project manager.

“Lavorare bene non significa non avere più problemi, ma non aver più quelli dell’anno prima”. (John Foster Dulles)

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Direzione assertiva

ic_ManagementePassivo…? Aggressivo…? Assertivo…? I comportamenti non sono rigidi: nessuno è costantemente aggressivo, passivo o assertivo ma tutto dipende dalle situazioni. Essere assertivi è un modo e un atteggiamento di essere con gli altri; essere assertivi, significa saper comunicare, saper esprimere con autorevolezza, non in modo autoritario, il proprio punto di vista rispettando quello degli altri. L’assertività (dal latino asserere: asserire) è sia comportamento, sia capacità di comunicazione per gestire in modo efficace e chiaro i rapporti interpersonali e le proprie emozioni nei colloqui di lavoro, nelle riunioni, al telefono, sempre nel rispetto di se e degli altri. Essere assertivi significa: avere fiducia in sé e negli altri; esprimere serenamente ma con chiarezza e determinazione il proprio punto di vista; affermare i propri diritti senza negare quelli degli altri; rifiutare l’uso di etichette e pregiudizi; saper dire di no quando necessario senza provare sensi di colpa; comunicare i propri sentimenti senza suscitare disagio e contrarietà; accettare critiche costruttive; fare critiche costruttive. Poiché è difficile affrontare i problemi della vita, pensando in maniera negativa l’assertività ha alla sua base il pensiero “positivo”. Il pensiero positivo diviene essenziale per migliorare la propria capacità di comunicare fondamentale in qualsiasi processo di relazione assertiva con le persone, siano esse dipendenti, famigliari o semplici amici. Durante un corso una signora che aveva problemi con il figlio e non riusciva più a comunicare con lui disse: “io partecipo al corso per capire come far cambiare mio figlio e dopo questi incontri voi mi fate capire che sono io che devo cambiare. Non è quello che volevo!” Come in questo caso, nella maggior parte è il nostro comportamento che dovrebbe cambiare e che determina il rapporto con gli altri. E così nei rapporti di lavoro, con il personale, capi, colleghi, una buona capacità di comunicazione assertiva permette una migliore gestione dei conflitti, la soluzione e riduzione di problemi, la capacità di governare le proprie ansie e tensioni, e gestire al meglio le proprie relazioni interpersonali. Componenti dell’assertività: – La stima di sé; – Saper ascoltare; – Prendere rischi; – Saper dire di no; – Critica costruttiva; – Rispondere alle critiche; – Il feedback positivo; – Chiarezza di obiettivi. Tutto ciò non è facile, e comporta un lavoro su se stessi attraverso un piano di miglioramento individuale passo dopo passo: l’importante è cominciare! “L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell’avere occhi nuovi” Proust MA……… “Non è possibile scoprire nuovi oceani se non si ha il coraggio di prendere il mare”

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Gestione Conflitti

ic_ManagementeFinalità:
– Acquisire i fondamenti sulle teorie dei conflitti; – Individuare le strutture generali presenti in ogni tipo di conflitto; – Migliorare la capacità di gestione dei conflitti a livello pesonale e professionale (Colleghi, Dipendenti e Capi); – Migliorare i rapporti nelle attività di front office (gestione dei clienti aggressivi e difficili); – Migliorare la gestione dei reclami aziendali.
Argomenti: – Teorie dei conflitti: aspetti generali, caratteristiche dei conflitti; – Aspetti psicologici, comunicativi e politici dei conflitti; – Nozioni sul bisogno, violenza ed escalazione; – Classificazione dei conflitti: i quattro tipi di azione conflittuale; – Mezzi, scopi e conseguenze di un’azione: concorrenza, competizione, ostacolamento, aggressione; – Percezione e interpretazione; – Teoria dei giochi: il dilemma del prigioniero; – Il conflitto e le strategie per la sua trasformazione costruttiva: i processi di trasormazione dei conflitti; – Comunicazione e conflitto, principio di cooperazione, forme non cooperative, vaghezza, ambiguità, confusione; – Conflitto a livello intermedio: dinamiche conflittuali nei gruppi e nelle Organizzazioni.
Modalità: Didattica interattiva con lavoro di gruppo e training con follow up. Role Playing con riprese in aula filmate e commentate.
Materiali: Cd e dispense con programma didattico; Filmati con videocamera dei role playing; Cd di fine corso; Schede operative; Test di autoanalisi; Esercitazioni; Bibliografia.
Destinatari: Imprenditori, Dirigenti, Quadri, Professional, Venditori, Operatori del front-line e Dipendenti che vogliono migliorare il proprio stile di gestione dei rapporti professionali e personali nell’organizzazione dell’impresa.

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Sistema di Gestione Integrato

ic_ManagementeLo Studio Bussolari propone un approccio sistemico delle principali aree organizzative aziendali basato sulle disposizioni definite dai principali standard di riferimento a livello internazionale, promuovendo modelli organizzativi per: – Sistemi di Gestione per la Qualità (Uni En Iso 9001:2008); – Sistemi di Gestione Ambientale (Uni En Iso 14001:2004 e Regolamento Emas III); – Sistemi di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro (Ohsas 18001 e Linee Guida Uni-Inail); – Sistemi di Gestione dell’Energia (Iso 50001:2011). Tali aree organizzative presentano necessariamente svariati ed intrinsechi punti di contatto, oltre ad identificare elementi fondamentali e strategici per potersi assicurare durevoli e soddisfacenti condizioni lavorative in una realtà economica come quella odierna, in cui la competitività è determinata dall’intera organizzazione aziendale. Lo Studio Bussolari punta sull’integrazione dei sistemi di gestione Qualità- Ambiente- Energia- Sicurezza sul Lavoro affinché possano essere minimizzati gli sforzi, massimizzati i risultati e garantiti elevati livelli di efficienza. Inoltre, lo Studio Bussolari, potendo contare su significative esperienze passate ed attuali, si propone come partner ideale per la progettazione, implementazione ed integrazione di sistemi di gestione specifici: Settore Alimentare: – Sistema di gestione per la Sicurezza Alimentare (Iso 22000:2005); – Rintacciabilità nelle filiere agroalimentari (Iso 22005:2008); – Gsfs (Brc) ed Ifs; Settore Industriale: – Sistemi di Qualifica dei processi di saldatura (Uni En Iso 3834:2006); Settore Medico: – Sistemi di Gestione per la Qualità dei dispositivi medici (Uni En Iso 13485:2004); Responsabilità Sociale: – Sistemi di Gestione per la Responsabilità Sociale (Sa 8000); Responsabilità Amministrativa: – Sistema di Gestione della Responsabilità Amministrativa.

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Gestione del Rischio di Commissione Reati

ic_ManagementeIl Decreto legislativo 231/01, ha introdotto la responsabilità amministrativa a carico delle persone giuridiche (società e associazioni, anche prive di personalità giuridica), per taluni reati commessi da persone fisiche operanti al loro interno. La responsabilità amministrativa si applica ad un numero molto ampio di reati: societari, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, di corruzione e di concussione, informatici e sulla sicurezza sul lavoro. Inoltre è assai probabile l’imminente estensione ai reati ambientali. Le persone fisiche che possono compiere reati all’interno di un’organizzazione sono numerose (direzione, amministrazione, ma anche dipendenti e collaboratori) e le sanzioni sono estremamente pesanti, fino ad arrivare a sospensione/revoca di autorizzazioni, all’interdizione dello svolgimento delle attività, al divieto di pubblicizzare beni e servizi. Il modello organizzativo previsto dal Decreto legislativo 231/01, la cui adozione ed attuazione esime dalla responsabilità dei reati, assume, quindi, una forte valenza di prevenzione dei rischi, al pari dei sistemi di certificazione volontari Iso 9001, Iso 14001 e Ohsas 18001, con i quali condivide le medesime tipologie di strumenti organizzativi, documentali e di processo. Tale modello organizzativo è adattabile ad organizzazioni di qualsiasi grandezza (grande, media e piccola impresa). I due principali momenti che devono essere intrapresi dall’organizzazione per l’implementazione del modello organizzativo previsto dal Decreto legislativo 231/01 sono: – Adozione ed attuazione di modelli organizzativi, di gestione e di controllo idonei a prevenire la commissione di illeciti penali; – Istituzione di un organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo (che per soggetti di piccole dimensioni è riconducibile all’Organismo Dirigente).

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Comunicazione e Capacità di Ascolto

ic_ManagementeMetodologie di comunicazione interpersonale e tecniche di ascolto
Finalità:
Sviluppare: – Gli aspetti teorico-pratici del linguaggio e della comunicazione interpersonale, perno di tutta l’attività di qualunque contesto professionale e di particolare rilievo nei settori caratterizzati da forti processi innovativi. – Le capacità di comunicare messaggi chiari, motivanti e costruttivi sia nelle relazioni interne (Dipendenti, Superiori, Gruppi di lavoro, altri reparti), sia esterne (Clienti, Fornitori, Azionisti- soci, Istituzioni e Opinione Pubblica), per individuare le interferenze comunicative e migliorare i comportamenti dei singoli e di conseguenza intervenire sulle comunicazioni di gruppo e collettive nei diversi contesti. – Le capacità di ascoltare per migliorare il rapporto con gli altri, per chiarire i malintesi, per ottenere un sincero rispetto e accrescere la stima si sé e negli altri.
Argomenti: – Fondamenti base della comunicazione interpersonale e dei gruppi; – La comunicazione umana, comunicazione e significato, comunicazione verbale e non verbale; – L’ascolto, test di autovalutazione sull’ascolto; – Atteggiamento e comportamento di chi non ascolta; – Caratteristiche di un buon ascoltatore; – Regole pratiche per un buon ascolto; – Stili individuali di ascolto; – L’ascolto passivo, i responsi di riconoscimento; – L’ascolto attivo; – L’ascolto empatico; – L’arte di fare le domande e tecniche di aiuto.
Modalità: Didattica interattiva con lavoro di gruppo e training con follow up. Role Playing con riprese in aula filmate e commentate.
Materiali: Cd e dispense con programma didattico; Filmati con videocamera dei role playing; Cd di fine corso; Schede operative; Test di autoanalisi; Esercitazioni; Bibliografia.
Destinatari: Imprenditori, Dirigenti, Quadri, Professional, Venditori, Operatori del front-line e Dipendenti che vogliono migliorare il proprio stile di gestione dei rapporti professionali e personali nell’organizzazione dell’impresa.

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