Sicurezza

ISO 45001: la nuova norma internazionale per i Sistemi di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro

Al momento, il riferimento internazionale per l’implementazione e la certificazione (da parte di un ente terzo accreditato) di un sistema di gestione della salute e sicurezza è lo standard BS OHSAS 18001:2007.

La ISO 45001, attualmente, si trova nella fase di DIS2 che dovrebbe concludersi a luglio 2017 per dare il via alla fase conclusiva del percorso di sviluppo ed approvazione della norma.

La pubblicazione definitiva della ISO 45001 è prevista tra fine 2017 ed inizio 2018 (a seconda del fatto che sia richiesta o meno la fase di FDIS al momento dell’approvazione del DIS2). Se il DIS2 non sarà approvato, la ISO 45001 non sarà pubblicata o potrebbe diventare una specifica tecnica.

Con la definitiva pubblicazione della ISO 45001, dato che, verosimilmente, è previsto il ritiro dello standard BS OHSAS 18001:2007, sarà fondamentale la modalità con cui verrà gestita la transizione tra le due norme affinché sia garantita continuità delle certificazioni BS OHSAS 18001:2007 in essere.

La definizione delle modalità da adottare per gestire il passaggio dall’applicazione della BS OHSAS 18001:2007 alla applicazione della ISO 45001, vedrà necessariamente il coinvolgimento e coordinamento di vari attori (ISO – International Standards Organisation, BSI – British Standards Institution, IAF – International Accreditation Forum e Organismi di accreditamento nazionali come ACCREDIA per l’Italia), i quali, al fine di confermare la norma ISO 45001 come unico riferimento ufficialmente riconosciuto per la certificazione dei Sistemi di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, dovranno, prima di tutto, accordarsi sulle tempistiche di validità delle due norme, cioè definire un periodo di transizione (che probabilmente sarà di circa 3 anni) in cui entrambe saranno adottabili: da quale momento la BS OHSAS 18001:2007 non potrà più essere utilizzata (e quindi le relative certificazioni non essere più ritenute valide) dopo la definitiva pubblicazione e l’entrata in vigore della ISO 45001, che costituirà l’unico riferimento ufficiale per la certificazione dei Sistemi di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro a livello globale.

Tutto ciò implica che, con l’entrata in vigore della ISO 45001, le aziende certificate BS OHSAS 18001:2007 dovranno pianificare un percorso di adattamento dei propri sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro alla nuova norma ISO 45001 secondo tempistiche precise al fine di non vedere scadere la propria certificazione.

La IS0 45001 avrà la cosiddetta “Struttura ad alto livello” che contraddistingue anche la edizione 2015 sia della ISO 9001 che della ISO 14001. In tal modo l’integrazione fra sistemi di gestione differenti sarà agevolata, più efficace ed efficiente.

Per quanto riguarda i contenuti della ISO 45001, sebbene potrebbero intercorrere modifiche durante l’ultima fase del percorso di approvazione non ancora concluso, possono essere fatte alcune previsioni:

  • Centralità del modello PDCA (Plan – Do – Check – Act);
  • Enfasi sulla comprensione del contesto in cui opera l’organizzazione;
  • Importanza del ruolo dell’alta direzione e del suo impegno diretto nel sistema di gestione;
  • Alto grado di integrazione tra la gestione della sicurezza sul lavoro e i processi di business;
  • Chiara identificazione delle opportunità di miglioramento in materia di sicurezza sul lavoro, ben definite tramite un processo dedicato.

Allo stato attuale, in attesa della definitiva pubblicazione ed entrata in vigore della ISO 45001, le Aziende che adottano un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, in via generale, possono aspettarsi di dover mettere mano al proprio sistema senza dover affrontare stravolgimenti.

ISO 45001: la norma ISO per i Sistemi di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro

Il 2016, per quanto riguarda l’ambito della gestione di impresa e dell’organizzazione aziendale, sarà un anno particolarmente significativo in quanto è prevista la pubblicazione, da parte della ISO – International Organization for Standardization, della norma relativa ai Sistemi di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro. In tal modo la gamma delle norme ISO relative ai sistemi di gestione andrà a completarsi con la gestione della salute e sicurezza sul lavoro, un aspetto sempre più importante e strategico finora normato da standard non di emanazione ISO, fra cui il BS OHSAS 18001:2007 diffusissimo in tutto il mondo.

L’importanza intrinseca che gli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro rivestono a livello internazionale, la crescente rilevanza delle questioni sociali ed etiche connesse al mercato globale, nonché un’opinione pubblica sempre più attenta e critica verso tali aspetti, ha posto le condizioni per cui è necessario dover disporre di uno standard sulla gestione della salute e sicurezza sul lavoro di valenza internazionale quale punto di riferimento per il mercato globale che esprimesse principi, concetti e requisiti comuni per le varie aree geografiche, legislazioni e culture. Inoltre, in tale ottica, l’operato della ISO in materia di sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro (che ha visto un forte coinvolgimento della ILO – International Labour Organization), sembra voler rafforzare il legame tra sicurezza sul lavoro e responsabilità sociale d’impresa (Corporate Social Responsibility – CSR).

La norma ISO che definirà i requisiti dei Sistemi di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, al momento nello stato di “Progetto di norma (DIS – Draft International Standard)” e la cui pubblicazione definitiva è prevista per ottobre 2016, è stata identificata come ISO 45001 Occupational health and safety management systems – Requirements e risulta ispirata alla ben nota norma BS OHSAS 18001:2007 in quanto permane chiaro l’obiettivo di fornire alle aziende uno strumento gestionale capace di agevolare la gestione di un aspetto così delicato e strategico quale la salute e sicurezza sul lavoro, potendone cogliere le possibili opportunità di miglioramento.

Con la pubblicazione di un una norma ISO relativa ai Sistemi di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, nonché con la presumibile e graduale sostituzione delle certificazioni BS OHSAS 18001 con certificazioni ISO 45001, dovrebbe essere possibile anche fare maggiore chiarezza in merito ai Sistemi di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro certificati sotto accreditamento rispetto a quelli certificati senza accreditamento, appianando situazioni di disparità, squilibrio e confusione con implicazioni commerciali e comunicative di rilevanza nazionale ed internazionale.

Tra le novità della norma ISO 45001 rispetto alla BS OHSAS 18001, ci sarà la struttura stessa della norma che risulta impostata secondo la struttura “High Level Structure”, cioè la “struttura di alto livello” che accomunerà tutte le norme ISO relative ai sistemi di gestione per facilitarne l’adozione integrata da parte delle Organizzazioni, rafforzando il concetto di rischio e di gestione della sicurezza sul lavoro, affinché travalichino la dimensione cogente per arrivare ad essere elementi strategici per il miglioramento delle prestazioni aziendali nel loro complesso.

Fra gli intenti più importanti con cui si sta sviluppando la ISO 45001 (come è stato fatto per le edizioni 2015 delle norme relative ai sistemi di gestione per la qualità ed ambientale), sembra esserci la volontà di fornire uno standard che eviti eccessi prescrittivi e vincoli formali a vantaggio della comprensibilità ed applicabilità dei principi di gestione della sicurezza sul lavoro da parte di organizzazioni di qualsiasi dimensione e tipologia. Tale approccio appare particolarmente vantaggioso per le piccole e medie imprese, in cui il fenomeno infortunistico è particolarmente rilevante e la cui gestione della sicurezza sul lavoro può riservare carichi gestionali ed economici significativi, ottimizzabili solo se gestiti in maniera strutturata e sistematica. Pertanto, si prefigura una norma con caratteristiche, se pur generali, importanti:
– Semplicità di linguaggio;
– Adeguatezza prescrittiva;
– Vincoli ponderati e non ostativi;
– Requisiti flessibili, adattabili, di facile interpretazione ed applicazione;
– Snellimento della documentazione di sistema;
– Allineamento del sistema alle concrete esigenze gestionali per la sicurezza sul lavoro dell’azienda.

  • La ISO 45001, in linea con le principali norme relative ai sistemi di gestione recentemente revisionate (ISO 9001:2015 e ISO 14001:2015) conferma e sottolinea:
    La validità del modello PDCA (Plan – Do – Check – Act), promuovendone l’adozione, quale strumento idoneo per una efficace implementazione ed applicazione di un sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro nel rispetto degli obblighi di legge (A tal proposito, si può ben presumere che un sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro conforme alla ISO 45001, efficacemente attuato e mantenuto attivo, potrà assolvere a quanto richiesto dall’articolo 30 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. relativo ai modelli di organizzazione e di gestione e dal D.Lgs. 231/01 e s.m.i. in merito alla responsabilità amministrativa per i reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro previsti dal decreto stesso);
  • La necessità di configurare un sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro al per le reali esigenze organizzative e gestionali aziendali dotandosi di idonei strumenti atti a garantire un funzionamento efficiente ed efficace comprovato non tanto da formalismi ma dall’ottenimento delle prestazioni desiderate.

Inoltre, particolarmente interessante, sarà poter disporre di definizioni univoche in merito alla salute e sicurezza sul lavoro, quali “rischio”, “lavoratore” e “lavoro”, al fine di poter evitare dubbi interpretativi ed applicativi dovuti a diversità di carattere tecnico, geografico o culturali.

La ISO 45001 sembra spronare le organizzazioni a concepire la gestione della salute e sicurezza sul lavoro come uno strumento di controllo e prevenzione delle problematiche di salute e sicurezza dei lavoratori sia di origine interna che esterna, andando ad espandere il raggio di azione del proprio sistema di gestione dall’interno dell’azienda al suo contesto (per quanto necessario) al fine di poterne gestire i rischi d’impresa derivanti e coglierne le opportunità di miglioramento in maniera strategica ed integrata alla più generale gestione d’impresa, in cui le parti interessate esterne risultano sempre più determinanti per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Abolizione del Registro infortuni

L’INAIL, con la Circolare n. 92 del 23 dicembre 2015 e rifacendosi a quanto previsto dall’articolo 21 comma 4 del D.Lgs. 151/2015, in un’ottica di “semplificazioni in materia di adempimenti formali concernenti gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”, ha sottolineato l’abolizione dell’obbligo di tenuta del Registro infortuni da parte del Datore di lavoro e delle relative sanzioni, (anticipando, inoltre, quanto già previsto dall’art. 53 c. 6 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. in merito all’adozione del decreto interministeriale di cui all’art. 8 c. 4 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. stesso, istitutivo del SINP – Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro).

Per la precisione, secondo le disposizioni dell’articolo 21 comma 4 del D.Lgs. 151/2015, l’abolizione dell’obbligo di tenuta del Registro infortuni è diventata effettiva a decorrere dal 23 dicembre 2015.

Infine, è bene tenere presente che è rimasto invariato l’obbligo di denuncia all’INAIL da parte del Datore di lavoro degli infortuni dei propri dipendenti prestatori d’opera (Art. 53 DPR 1124/1965. modificato dall’art. 21 c.1 lett. b del D.Lgs. 151/2015).

ISO 39001:2012 – Road Traffic Safety (RTS) management system

ISO 39001:2012 – Road Traffic Safety (RTS) management system – Requirements with guidance for use.
(Sistema di Gestione per la Sicurezza del Traffico Stradale – Linee guida generali su principi, sistemi e tecniche di supporto).

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 2030, la quinta causa di morte a livello mondiale saranno gli incidenti stradali.

Sia a livello europeo (Direttiva 2008/96/CE) che a livello nazionale (D. Lgs. n. 35/11 e DM 37/2012), la sicurezza stradale, se pur dal punto di vista delle infrastrutture, rappresenta un aspetto fondamentale.

Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale (PNSS) – Orizzonte 2020 (Legge n. 144/1999, recepimento Comunicazione alla Commissione europea n. 131 del 1997), ha, come obiettivo generale, il dimezzamento dei decessi sulle strade al 2020 rispetto al totale dei decessi registrato nel 2010 (4.114). In particolare promuove lo sviluppo di programmi di gestione per la sicurezza stradale da e verso il luogo di lavoro da parte di enti pubblici e privati rifacendosi alla norma ISO 39001:2012, ampliando il campo di intervento dalla gestione delle infrastrutture stradali alla gestione degli utenti delle infrastrutture stradali quale elemento per migliorare le condizioni di sicurezza stradale.

La norma ISO 39001 specifica i requisiti per un Sistema di Gestione per la Sicurezza del Traffico Stradale adottabile da qualsiasi organizzazione che interagisce con il sistema del traffico stradale:
– Dipendenti (spostamenti per lavoro e casa/lavoro);
– Trasporto di cose e persone;
– Attività incrementano il traffico veicolare indotto (origine e destinazione);
– Servizi (costruzione, progettazione, manutenzione e gestione).

Per l’implementazione di un Sistema di Gestione per la Sicurezza del Traffico Stradale, l’organizzazione:
– Identifica il proprio ruolo nell’ambito del sistema di traffico stradale (strade, veicoli, utenti ed emergenze) ed i relativi processi, attività e funzioni;
– Effettua una analisi dei rischi al fine di definire adeguate prassi operative per gestirli (eliminare, ridurre e controllare);
– Determina le parti interessate, i relativi requisiti, compresi i requisiti legali, che dovrà tenere in considerazione;
– Determina i risultati da raggiungere, li monitora, li analizza e li verifica.

La norma ISO 39001 è organizzata secondo la nuova struttura (Struttura di Alto Livello) che accomuna tutte le nuove norme ISO inerenti a sistemi di gestione al fine di renderle perfettamente compatibili ed integrabili (UNI EN ISO 9001:2015 per SGQ, UNI EN ISO 14001:2015 per SGA e ISO 45001:2016 per SGSSL).

L’adozione e la certificazione di un Sistema di Gestione per la Sicurezza del Traffico Stradale comporta benefici tecnico-gestionali ed economici.

Benefici tecnico-gestionali:
– Riduzione incidenti (potenziali ed effettivi);
– Riduzione assenze dal lavoro per malattia od inabilità;
– Riduzione rischi di cause legali, in particolare con le assicurazioni;
– Miglioramento della fiducia del consumatore e dell’immagine aziendale;
– Vantaggi per le gare di appalto;
– Miglioramento della gestione dei rischi, anche in ottica di responsabilità amministrativa ai sensi del D.Lgs. 231/01;
– Miglioramento nella gestione delle risorse umane ed infrastrutturali, in particolare parco automezzi;
– Miglioramento nella pianificazione delle attività.

Benefici economici:
– Riduzione multe e sanzioni;
– Riduzione indennità infortunio per dipendenti;
– Riduzione degli indennizzi assicurativi;
– Vantaggi per bandi di finanziamento (INAIL e PA);
– Riduzione premi assicurativi INAIL (interventi di miglioramento della sicurezza sul lavoro);
– Riduzione premi assicurativi per mezzi aziendali.

Vedi articolo connesso

Idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici e dei lavoratori autonomi: obblighi del datore di lavoro

Il Testo Unico della Salute e Sicurezza sul Lavoro (Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81), il principale dispositivo legislativo che regola gli aspetti cogenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel territorio nazionale, prevede che il Datore di lavoro del Committente, in caso di affidamento di lavori e/o forniture ad imprese appaltatrici o lavoratori autonomi tramite contratti d’appalto, contratti d’opera o di somministrazione, provveda alla verifica della loro idoneità tecnico-professionale.

Partendo da ciò, risulta chiara l’importanza del fatto che la verifica della idoneità tecnico-professionale da parte del Datore di lavoro del Committente sia il punto di partenza per la selezione e qualificazione del soggetto a cui affidare l’esecuzione di lavori e/o altre forniture, al fine di accertarne le capacità organizzative e la disponibilità di forza lavoro, macchine ed attrezzature (capacità tecnica), in riferimento ai lavori e/o forniture che dovranno essere oggetto di contratto (Appalto, contratti d’opera o di somministrazione).

Dato che il Datore di lavoro è il responsabile dell’organizzazione per la sicurezza sul lavoro in tutti i luoghi di lavoro di un’azienda in cui i lavoratori (o soggetti ad essi equiparati) si trovino ad operare per conto di essa, al fine di salvaguardarne l’incolumità, anche nell’ambito di lavori e/o altre forniture affidati a soggetti terzi (Imprese appaltatrici o lavoratori autonomi) regolati da specifici contratti (Appalto, contratti d’opera o di somministrazione), è obbligo del Datore di lavoro organizzare il coordinamento della sicurezza sul lavoro tra l’azienda e tali soggetti terzi al fine di gestire eventuali rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti alle interferenze tra le attività svolte da tali soggetti terzi e le attività aziendali.

Pertanto, appare chiaro come la verifica della idoneità tecnico-professionale da parte del Datore di lavoro del Committente sia, non solo il punto di partenza, ma anche il momento cruciale in cui porre i giusti presupposti per selezionare e qualificare un soggetto terzo a cui affidare un lavoro e/o una fornitura le cui attività che ne conseguiranno possano essere efficacemente tenute sotto controllo, anche per quanto riguarda la gestione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro dovuti alle interferenze tra le attività da esso svolte e quelle aziendali.

A tal riguardo, deve essere sottolineato come una verifica delle capacità tecnico professionale dei soggetti terzi a cui affidare lavori e/o forniture, oggetto di specifici contratti, eseguita in maniera superficiale ed incompleta, espone il Datore di Lavoro del Committente a responsabilità colpose in quanto, come ribadito in più occasioni dalla giurisprudenza, tale verifica delle capacità tecnico professionale deve essere puntuale, concreta e sostanziale in modo da garantire un’adeguata gestione e prevenzione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro al momento dell’esecuzione dei lavori e/o forniture oggetto di contratto. Ciò può essere efficacemente garantito solamente con una preventiva verifica delle capacità tecnico professionali dei soggetti terzi a cui si intende affidare i lavori e/o forniture, eseguita in maniera approfondita ed analitica, nonché atta a mettere in luce tutti gli elementi tecnico-amministrativi ed operativi richiesti dalla normativa cogente applicabile oltre a tutti quelli necessari ad evidenziare tutte le interferenze con ripercussioni per la sicurezza dei lavoratori che i lavori e/o forniture affidate ai soggetti terzi possano avere con le attività aziendali che andranno ad intersecare. Operando in tal modo, il Committente può ragionevolmente scongiurare eventuali responsabilità colpose.

La verifica delle capacità tecnico professionale dei soggetti terzi a cui affidare lavori e/o forniture, comporta necessità valutative diverse in base al fatto che i lavori e/o forniture oggetto del contratto (Appalto, contratti d’opera o di somministrazione) dovranno svolgersi nell’ambito aziendale o all’interno di cantieri temporanei o mobili. Pertanto per ottenere una verifica delle capacità tecnico professionale adeguata ed efficace, che possa permettere la selezione e qualificazione di fornitori i cui lavori e/o forniture non implichino rischi incontrollati per l’azienda committente, è necessario attuare tale verifica operando con approcci specifici per le due casistiche affinché possano essere analizzate tutte le variabili che le distinguono e le caratterizzano. Tale precauzione valutativa è contemplata anche dal Testo Unico della Salute e Sicurezza sul Lavoro (Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.), il quale prevede dei distinguo, in particolare per quanto riguarda le figure aziendali coinvolte e la documentazione necessariamente implicata, in merito alle prassi da osservare per la verifica delle capacità tecnico professionale nel caso in cui i lavori e/o forniture da affidare a terzi interessino l’ambito aziendale o cantieri temporanei o mobili.

In particolare, nel caso di affidamento di lavori e/o forniture a soggetti terzi tramite specifici contratti (Appalto, contratti d’opera o di somministrazione) nell’ambito di attività aziendali, l’esecuzione di una verifica della idoneità tecnico professionale puntuale e concreta risulta propedeutica e fondamentale affinché il Datore di lavoro del Committente possa efficacemente assolvere ai propri obblighi di legge in merito al processo di cooperazione e coordinamento della sicurezza sul lavoro, fino, nei casi espressamente previsti, alla conclusione di tale processo che consiste, a seconda dei casi, nella informazione in merito ai rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro alle imprese appaltatrici o ad lavoratori autonomi coinvolti, o all’elaborazione ed applicazione del Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI).

In ogni caso, fermo restando la cogenza normativa ed al di là del luogo in cui un certo lavoro o fornitura affidati ad un soggetto esterno debbano svolgersi, una verifica preliminare della legittimità e della capacità organizzativa, tecnica e produttiva del soggetto a cui ci si intende rivolgersi, rimane fondamentale non solo per scongiurare responsabilità colpose del committente in merito alla gestione della sicurezza per i lavoratori, ma anche per minimizzare i più generali rischi d’impresa.

SC S.r.l. – Ottenimento certificazione OHSAS 18001

SC S.r.l., azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di sistemi di governo e di controllo per impianti industriali e quadri elettrici per automazione secondo le normative CEI EN, ha ottenuto, da un importante ente terzo accreditato, la certificazione del proprio Sistema di Gestione per la Sicurezza e Salute sul lavoro sulla base della norma internazionale OHSAS 18001.
Tale risultato permette all’Azienda di arricchire ulteriormente la sua organizzazione di un altro importante tassello di gestione d’impresa che si aggiunge ai risultati già ottenuti da un percorso sviluppato negli anni con il supporto dello Studio Bussolari. Un percorso avviato dapprima con la certificazione del Sistema di Gestione per la Qualità (UNI EN ISO 9001) nel 2012 e proseguito poi con la certificazione del Sistema di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001) nel 2013.

Sistemi di Gestione della Sicurezza e della Salute sul Lavoro

Oggigiorno, la necessità di gestire la salute e la sicurezza sul lavoro con un approccio proattivo finalizzato alla prevenzione e al controllo dei rischi è ormai una consapevolezza. Appare chiaro come la gestione della salute e della sicurezza sul lavoro, affinché possa fungere da volano per la competitività aziendale, non possa più limitarsi al mero rispetto dei requisiti cogenti in materia, ma debba apportare effettivi e continui miglioramenti dei livelli di sicurezza. Tale approccio deve essere necessariamente ricercato nell’ambito di un sistema integrato di gestione aziendale, nel quale l’attuazione della politica di prevenzione degli infortuni deve rappresentare una priorità strategica di intervento. Tra gli standard e linee guida (nazionali ed internazionali), attualmente disponibili a supporto delle organizzazioni per la definizione di un Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza sul Lavoro, quello maggiormente riconosciuto a livello internazionale è il Bs Ohsas 18001:2007. Per quanto riguarda il contesto nazionale, risultano essere efficacemente utilizzabili anche le Linee Guida Uni-Inail, non costituendo comunque uno schema certificabile. Attraverso l’attuazione di un Sistema di Gestione della Sicurezza aziendale secondo i requisiti della norma Ohsas 18001:2007 o delle Linee Guida Uni-Inail l’organizzazione è in grado di: – Minimizzare e tenere sotto controllo i rischi per i lavoratori (dipendenti ed appaltatori); – Garantire l’ottemperanza della legge; – Ridurre gli infortuni sul lavoro; – Ricercare il continuo miglioramento dei livelli di sicurezza e salute sul lavoro; – Promuovere la diffusione della cultura della prevenzione in azienda; – Migliorare l’immagine dell’azienda; – Ridurre i costi di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro, mantenendo l’efficienza dei processi produttivi e preservando il valore aziendale; – Migliorare il rapporto con la Pubblica amministrazione e con gli enti preposti al controllo.