Analfabeti emotivi??

“Ognuno vede quel che tu sembri
pochi sentono quel che tu sei”
Machiavelli

Vi è mai capitato di non sapere capire quello che state provando o di non riuscire ad esplicitare un vostro pensiero perché vi sembrava di non “capire” neppure voi cosa volevate esprimere?
Di confondere un sentimento o un’emozione con un altro/a e di dar luogo a comportamenti disallineati rispetto alla vostra interiorità?
Umberto Galimberti (filosofo, psicoanalista e docente universitario italiano) nel suo libro “L’ospite inquietante” parla di  analfabetismo emotivo, inteso come incapacità di decifrare i propri sentimenti e le proprie emozioni, incapacità di saper motivare noi stessi e di gestire positivamente le emozioni sia interiormente sia nelle nostre relazioni.
L’intelligenza emotiva è senza dubbio una scoperta interessantissima, questo concetto si è divulgato grazie allo psicologo Daniel Goleman alla fine del secolo scorso ma era già oggetto di studio da molti anni da altri scienziati.
L’incapacità di leggere nel proprio animo, provoca solo un impulso all’azione, spesso scollegato dal proprio vissuto interiore e la conseguente incapacità di poter provare una reale sintonia con l’altro che blocca nelle relazioni e nelle performance.

Due sicuramente sono le capacità essenziali che dovremmo apprendere per essere più emotivamente intelligenti:
A) saper riconoscere l’insorgere delle emozioni e saper dare loro il nome corretto in base all’intensità
B) saper gestire l’emozione e valutare di volta in volta se darle spazio o “spazzarla via”

Cinque invece sono le dimensioni a cui può essere ricondotta l’intelligenza emotiva:
1. la consapevolezza di sé (che può aiutare i propri processi decisionali, fornire indicazioni di valutazione riguardo le proprie abilità e sull’indispensabile fiducia in sé stessi);
2. la padronanza di sé (che evita l’interferenza inconsapevole delle emozioni rispetto alle azioni da svolgere);
3. la motivazione (che orienta verso gli obiettivi e dà le risorse per non abbandonare davanti alle difficoltà);
4. l’empatia (che ci permette di metterci in sintonia con gli altri e ci rende possibile il vedere dal loro punto di vista);
5. le abilità sociali (che ci consentono di gestire le emozioni nelle relazioni interpersonali, di interagire costruttivamente, di negoziare e collaborare).

Secondo gli esperti queste capacità si possono totalmente sviluppare con il progredire dell’esperienza, si possono sviluppare parzialmente… in ogni caso possono essere apprese nel momento in cui la persona si rende consapevole di non possederle e VUOLE acquisirle…magari proprio con l’ausilio di quelle che già possiede…